Sigfrido Ranucci e le voci di una candidatura politica col M5S, la risposta del giornalista di Report
Sigfrido Ranucci ha parlato di una sua possibile candidatura politica nel prossimo futuro e del caso del Garante per la Privacy
Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci ha parlato di una sua possibile candidatura con il Movimento 5 Stelle, smentendo categoricamente ogni possibile coinvolgimento in politica. Ranucci ha però comunque accusato duramente l’autorità Garante per la Privacy, accusata di essere stata politicizzata negli ultimi anni e di aver trattato in maniera non imparziale diversi giornalisti.
- Ranucci smentisce una possibile candidatura con il M5S
- Le accuse al Garante per la Privacy
- La risposta di Giorgia Meloni
Ranucci smentisce una possibile candidatura con il M5S
Il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, è stato ospite alla trasmissione Un Giorno da Pecora, su Radio 1.
Durante l’intervista ha commentato una sua possibile candidatura con il Movimento 5 Stelle, chiudendo a ogni possibilità di questo tipo:
“Se me l’hanno chiesto non te lo dico, ma non mi sento adeguato per fare politica, che per me è una cosa estremamente seria, soprattutto con una legge elettorale come questa. A fatica riesco a fare il mio mestiere”.
Ranucci ha poi commentato amaramente le condizioni in cui si è trovato a lavorare di recente: “Questo è stato l’anno più complicato per Report considerando le condizioni in cui abbiamo lavorato” ha dichiarato.
Le accuse al Garante per la Privacy
Il conduttore di Report ha poi spiegato l’origine e lo sviluppo dell’inchiesta sull’Autorità Garante per la Privacy. Ranucci ha anche accusato l’authority di non essere imparziale:
“L’inchiesta svela un’anomalia che conoscevamo da tempo: ha fatto comodo alla politica la gestione delle authority così. Credo che sia un problema serio in Italia, che limita seriamente la libertà di stampa“.
Il giornalista ha poi spiegato che l’inchiesta va avanti da molto tempo: “Sono anni che abbiamo segnalazioni da tantissimi colleghi di carta stampata e Tv, che ritengono di aver subito valutazioni non eque, sul funzionamento degli uffici del Garante”.
La risposta di Giorgia Meloni
A rispondere agli attacchi di Ranucci al Garante è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ricordato che il presidente dell’autority è stato nominato durante il governo Conte 2, sostenuto da Pd e Movimento 5 Stelle. Meloni ha dichiarato:
“L’attuale Garante per la Privacy è stato eletto durante il governo giallorosso, quindi del Pd e del M5s. Il presidente è in quota Pd, dire che sia pressato dal governo di centrodestra mi sembra ridicolo. Cioè se il M5s e il Pd non si fidano di chi hanno messo alla presidenza dell’authority non se la possono prendere con me, forse dovevano scegliere meglio”.
IPA