"Spara a Giorgia", minacce alla premier Meloni firmate Br su un muro a Pietrasanta: la reazione di FdI
Minacce di morte nei confronti di Giorgia Meloni a Pietrasanta, Lucca, firmate Brigate Rosse: la reazione di Fratelli d'Italia e della maggioranza
Nuove minacce di morte a Giorgia Meloni. Nella mattinata di domenica 7 dicembre è comparsa una scritta a Lucca in cui si invita a “sparare a Giorgia”. A corredo del messaggio c’è una stella a cinque punte e la sigla delle Brigate Rosse. Il fatto è stato denunciato da Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia.
La scritta contro Giorgia Meloni
“Spara a Giorgia”. È questo quanto campeggia in una scritta realizzata con vernice rossa sul muro di un giardino a Marina di Pietrasanta, in provincia di Lucca.
Di fianco alle minacce rivolte nei confronti della presidente del Consiglio, è stata disegnata una stella a cinque punte e la sigla delle Brigate Rosse.
ANSA
Giorgia Meloni
Minacce alla premier
A denunciare l’accaduto, con un post sui suoi profili social, è Giovanni Donzelli, parlamentare e responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia che sottolinea la firma dell’estremismo comunista delle Brigate Rosse.
“La scritta è apparsa sul viale a mare di Marina di Pietrasanta, in Versilia. Solidarietà a Giorgia. Il linguaggio di odio di certa sinistra fa guadagnare qualche ospitata televisiva e molti like, ma rischia di fomentare i facinorosi e far ripiombare l’Italia in un clima che non vorremo mai più rivivere. Giorgia non si farà intimidire e noi non ci fermeremo”, scrive.
Il fatto è stato subito segnalato alla polizia del commissariato di Forte dei Marmi che ha avviato gli accertamenti per individuare i responsabili e sta verificando la presenza di telecamere nella zona che possano aver ripreso l’autore o gli autori del gesto.
Le reazioni
In una nota, Fratelli d’Italia parla di “ennesima prova di un clima d’odio che qualcuno continua a tollerare” e ribadisce che “la violenza si argina isolando i facinorosi, non strizzando loro l’occhio. La condanna unanime resta, per certa sinistra, ancora un esercizio difficile”. Andrea Crippa della Lega ha aggiunto: “Una frase aberrante, una minaccia di morte tutt’altro che velata. Auspichiamo una condanna unanime e bipartisan. Un clima d’odio inaccettabile che non può essere minimizzato”. Maria Grazia Frijia di Fratelli d’Italia ha definito l’episodio un “salto di qualità nel linguaggio dell’odio, da troppo tempo tollerato”. È intervenuto anche l’Osservatorio Nazionale Anni di Piombo – per la verità storica, che ha parlato di “atto infame” e di un gesto che “evoca la stagione del terrorismo e delle esecuzioni politiche”.
Lo scorso 25 settembre, Giorgia Meloni – non nuova a ricevere insulti e minacce di questo tipo in passato – aveva parlato delle Brigate Rosse nel suo intervento a Fenix, la festa di Gioventù nazionale, dicendo: “Non abbiamo avuto paura delle Brigate rosse, non ne abbiamo oggi”.
Intervistato da Avvenire nelle ore precedenti, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, aveva detto: “Foto bruciate nelle piazze, confronti negati nelle Università, assalti alle redazioni dei giornali. Si respira un’aria brutta, pesante, irragionevole, violenta. E non vorrei che all’improvviso ci trovassimo a fare i conti con delle ‘Brigate Rosse 4.0’. Sono spaventato da una violenza che cresce, da un odio ideologico e politico che si cerca di alimentare. Vedo il cancro di un assurdo conflitto che si radica sempre di più e che va combattuto in maniera bipartisan”.
Fb: Giovanni Donzelli/ANSA