Steve Cropper morto a 84 anni, il messaggio dei Blues Brothers al loro chitarrista: "Era la spina dorsale"
Steve Cropper, chitarrista storico dei Blues Brothers e del soul, è morto a 84 anni: la band lo ha ricordato come la spina dorsale del gruppo
Lo storico chitarrista dei Blues Brothers e uno degli “architetti” del soul di Memphis, Steve Cropper, è morto a 84 anni a Nashville. La band fondata da John Belushi e Dan Aykroyd lo ha salutato sui propri canali social definendolo la spina dorsale del gruppo. Warner Music ha ricordato il ruolo di Steve Cropper come autore, produttore e chitarrista in capolavori della musica soul.
- La morte di Steve Cropper e l’addio dei Blues Brothers
- La carriera di Steve Cropper
- Il cordoglio della Warner per il chitarrista
La morte di Steve Cropper e l’addio dei Blues Brothers
Steve Cropper è morto mercoledì 3 dicembre a Nashville, in un centro di riabilitazione, all’età di 84 anni. La scomparsa del musicista è stata confermata dalla famiglia ai media statunitensi; le cause non sono state rese note, anche se amici e collaboratori hanno riferito di una recente caduta e di problemi di salute.
Nato il 21 ottobre 1941 vicino a Dora, nel Missouri, era considerato uno dei padri del soul moderno e una figura chiave del cosiddetto Memphis Sound. Con la sua Fender Telecaster ha legato il proprio nome a brani come “Green Onions”, “Soul Man” e “(Sittin’ on) The Dock of the Bay”, che ha cofirmato con Otis Redding.
ANSA
Morto a 84 anni Steve Cropper, storico chitarrista membro anche dei Blues Brothers
Fondatore dei Booker T. & the M.G.’s e membro della Blues Brothers Band, Steve Cropper ha inciso un numero enorme di dischi come chitarrista, autore e produttore, lavorando per Stax Records e per decine di artisti soul, R&B e rock.
Sui profili social ufficiali, i Blues Brothers hanno annunciato la notizia scrivendo che è stato “un leggendario chitarrista e autore americano” e ricordando la sua lunga storia con Stax e con Booker T. & the M.G.’s. Nel post lo hanno definito la “spina dorsale” e un membro della famiglia della band, invitando i fan a lasciare un fiore nei commenti in suo onore. In un secondo video omaggio, con immagini di un concerto di fine anni Settanta, il gruppo ha salutato “il nostro Steve Cropper” e ha promesso di continuare a diffondere la musica blues nel suo nome.
La carriera di Steve Cropper
Il legame fra Steve Cropper e i Blues Brothers è nato alla fine degli anni Settanta, quando John Belushi e Dan Aykroyd lo hanno voluto nella loro band insieme ad altri musicisti Stax, come Donald “Duck” Dunn. Con loro il chitarrista ha partecipato al successo dell’album “Briefcase Full of Blues” e del film “The Blues Brothers” del 1980, dove appariva con il soprannome “The Colonel”. Il celebre richiamo “Play it, Steve!”, inserito nel brano “Soul Man”, è diventato uno dei marchi di fabbrica del personaggio.
Nei post pubblicati dopo la notizia della morte, la band ha ringraziato Cropper per aver creduto nel progetto fin dagli inizi e per aver “validato” il gruppo con la sua presenza sul palco e in studio. Le immagini scelte mostrano il chitarrista giovane, in smoking con la Telecaster in mano, e poi sul palco con la formazione storica: un modo per ricordare quanto il suo stile asciutto e incisivo abbia contribuito al suono dei Blues Brothers tanto quanto al soul di Memphis.
Anche molti fan e colleghi hanno commentato sotto i post, ribadendo come la chitarra di Cropper, fatta di riff essenziali e perfettamente a tempo, sia stata un modello per generazioni di musicisti. Per i Blues Brothers, che lo hanno definito “il nostro blues brother”, la sua presenza è stata quella di un punto fermo per oltre quattro decenni di concerti, tour e progetti dal vivo.
Il cordoglio della Warner per il chitarrista
Nel cordoglio diffuso da Warner Music Group, Steve Cropper è stato descritto come “uno dei musicisti più influenti nella storia della musica moderna“. L’etichetta ha ricordato il suo ruolo determinante nella house band della Stax Records e nel suono soul di artisti come Otis Redding, Sam & Dave, Wilson Pickett e molti altri, sottolineando come i suoi brani, da “(Sittin’ On) The Dock of the Bay” a “In The Midnight Hour”, siano diventati classici senza tempo.
Il post dei Blues Brothers per ricordare Steve Cropper
La carriera di Cropper aveva preso forma tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, quando con i Royal Spades aveva ottenuto il successo di “Last Night”. Nel 1962 aveva fondato i Booker T. & the M.G.’s, con cui aveva inciso “Green Onions” e molti altri strumentali entrati nelle classifiche R&B e pop. All’interno di Stax aveva lavorato non solo come chitarrista, ma anche come tecnico del suono, produttore e responsabile artistico, contribuendo a definire arrangiamenti, sonorità e struttura dei brani.
Dopo l’uscita da Stax all’inizio degli anni Settanta, Steve Cropper aveva proseguito come produttore indipendente e session man, collaborando, tra gli altri, con José Feliciano, Neil Sedaka, Rod Stewart, Ringo Starr, John Lennon, Jeff Beck e i Tower of Power. Negli anni successivi aveva continuato a pubblicare dischi da solista e progetti speciali: tra questi “Fire It Up”, candidato ai Grammy nel 2021, e “Friendlytown”, uscito nel 2024 con ospiti come Billy Gibbons e Brian May.
Riconosciuto dalla critica come uno dei più grandi chitarristi di sempre, è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1992 con i Booker T. & the M.G.’s e nella Songwriters Hall of Fame nel 2005. Warner, nel suo messaggio, ha ricordato che i contributi di Steve Cropper “vivono nelle fondamenta stesse della nostra cultura musicale” e ha rivolto le condoglianze alla famiglia, agli amici, ai fan e ai colleghi di tutto il mondo.
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