Strage Nassiriya, chi erano i 19 italiani morti nell'attentato alla Base Maestrale tra carabinieri e civili

22 anni fa 19 italiani venivano uccisi da un attacco terroristico contro la base militare di Nassiriya, in Iraq: il ricordo delle istituzioni

Pubblicato:

Nella Giornata del Ricordo dei Caduti militari e civili, ricorre l’anniversario della strage di Nassiriya, quando un attentato uccise 19 italiani, tra carabinieri, militari e collaboratori civili, nella Base Maestrale della città irachena, nel 2003. Le istituzioni, dal presidente Mattarella a Giorgia Meloni, hanno dedicato un ricordo alle vittime della strage.

Cosa successe a Nassiriya nel 2003

Alle 10:45 del 12 novembre del 2003 due veicoli imbottiti di esplosivo con a bordo quattro attentatori suicidi si lanciarono contro la Base Maestrale di Nassiriya, in Iraq, presidiata dai carabinieri e dall’esercito italiano.

La base di Nassiriya era il centro delle operazioni della missione Antica Babilonia, che l’Italia svolgeva su mandato del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per garantire la sicurezza nel sud dell’Iraq dopo la fine della seconda Guerra del Golfo.

strage Nassiriya italiani morti Base MaestraleANSA
Caduti italiani nella base di Nassiriya

Nell’attacco morirono in tutto 19 cittadini italiani, di cui 12 carabinieri, 5 soldati dell’esercito e 2 collaboratori civili.

Chi erano le vittime di Nassiriya

Le vittime di Nassiriya avevano tra 23 e 56 anni. Il più giovane era Alessandro Carrisi, caporale volontario in ferma breve, del 6° Reggimento trasporti di Budrio. Il più anziano era Enzo Fregosi,  ex comandante dei Nas di Livorno che stava per rientrare in Italia.

I due civili rimasti uccisi stavano facendo un sopralluogo nella base per girarvi un film. Si trattava del produttore esecutivo Stefano Rolla e di Marco Beci, funzionario della cooperazione italiana in Iraq.

Oltre ai 19 morti, altre 20 persone rimasero ferite. Si trattava di 15 carabinieri, cinque dei quali di guardia all’entrata della base, quattro soldati dell’esercito e un civile.

Il ricordo delle istituzioni

In un comunicato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato tutte le vittime dei conflitti in cui l’Italia è stata coinvolta dopo la seconda guerra mondiale:

Dalle vittime in Congo nel 1961 a Nassiriya e sino ai conflitti più recenti, hanno operato per la patria e per la causa della solidarietà internazionale, portando aiuto e speranza a popolazioni oppresse da guerre, povertà e ingiustizie.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha invece dedicato un post sui social specificatamente a Nassiriya, scrivendo:

Il 12 novembre 2003 rimane una data impressa nella memoria collettiva: la strage di Nassiriya ha segnato profondamente la coscienza nazionale, ricordando a tutti il valore di chi ha difeso la pace e la democrazia con coraggio e dedizione.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui propri profili social per ricordare quanto accaduto nel 2003:

Voglio ringraziare ancora una volta tutti coloro che operano nelle missioni internazionali di pace, mettendo a rischio la propria incolumità a difesa dei nostri valori e della sicurezza di tutti noi.

strage-nassiriya-italiani-morti-maestrale ANSA