Sul caso Vittorio Sgarbi interviene l'avvocato della figlia Evelina, querele per chi parla di soldi: il motivo

La salute di Vittorio Sgarbi è sempre più un caso: il legale della figlia Evelina annuncia querele e denuncia una macchina del fango contro di lei

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La battaglia legale attorno alla salute e alla gestione delle decisioni che riguardano Vittorio Sgarbi si fa ogni giorno più tesa. L’8 novembre ore a intervenire è stato l’avvocato Giampaolo Iacobbi, legale di Evelina Sgarbi, che annuncia una linea dura: chiunque diffonda cifre false o informazioni inesatte sul mantenimento ricevuto dalla figlia del critico verrà querelato.

Lo sfogo del legale di Evelina Sgarbi

Come riporta Adnkronos l’8 novembre, il caso è esploso dopo le dichiarazioni di Sabrina Colle e la circolazione insistente di numeri ritenuti infondati.

“La panzana messa in giro ad arte che Evelina Sgarbi avrebbe preso 800 mila euro in 25 anni, poi oggi scesi a 700 mila, è una menzogna inconfutabile”, afferma Iacobbi.

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Vittorio Sgarbi

Per il legale si tratterebbe di una strategia precisa: “Fa parte di una macchina del fango mossa da chi evidentemente non vuole che emerga la verità sulla salute del Professore”.

I soldi versati da Vittorio Sgarbi

Iacobbi ribalta completamente la narrazione diffusa negli ultimi giorni.

Sostiene che Evelina non abbia ricevuto alcun mantenimento fino agli otto anni, e che in seguito sia stato necessario rivolgersi ai tribunali per ottenere quanto dovuto.

“Il Professore non ha mai versato volontariamente un euro dal suo conto corrente ai tre figli. Ogni intervento è stato ottenuto solo tramite giudici”.

Una posizione che si inserisce nel clima esplosivo dei rapporti familiari. “Chi diffonde dati falsi sarà denunciato”, aggiunge il legale, che invita a “non prestarsi a un gioco pericoloso che punta a deviare l’attenzione dallo stato di salute di Vittorio Sgarbi”.

Le accuse di Sabrina Colle

L’avvocato entra poi nel merito delle accuse mosse da Sabrina Colle, sottolineando come Evelina non abbia mai chiesto di indagare sui guadagni delle società legate alla compagna e alla sorella del critico d’arte, che da anni vivono delle attività professionali e artistiche realizzate proprio grazie al lavoro di Sgarbi.

Un passaggio destinato ad alimentare ulteriori tensioni all’interno della famiglia.

Intanto, il fronte legale si complica ulteriormente con la decisione della giudice tutelare Paola Scorza, che ha respinto la richiesta di ricusazione presentata da Evelina nel procedimento per la nomina dell’amministratore di sostegno.

La giudice ha definito la richiesta “tardiva, infondata e pretestuosa”.

La risposta del legale è stata durissima: “Mi stupisce che la giudice pensi di poter anticipare il giudizio del collegio. Sembra convinta di operare in un ordinamento diverso da quello della Repubblica italiana”.

vittorio-sgarbi-figlia-evelina ANSA/IPA