Svolta nel caso dei trattori rubati a Modena, 4 arresti: oltre 2,5 milioni di euro di refurtiva recuperata

Quattro arresti e 2,5 milioni di euro di refurtiva recuperata: smantellata una banda dedita ai furti di trattori tra Emilia e Piemonte.

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È di quattro arresti e oltre 2,5 milioni di euro di refurtiva recuperata il bilancio di un’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Modena. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti di quattro persone, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di trattori agricoli, ricettazione e autoriciclaggio di autovetture rubate. L’indagine è scaturita dall’aumento dei furti di mezzi agricoli registrato nell’estate 2025 nella provincia modenese e si è conclusa con il fermo degli indagati nella serata del 4 dicembre 2025.

Le indagini e la scoperta della banda

Secondo quanto si legge sul sito dei Carabinieri, l’attività investigativa ha preso il via nel settembre 2025, dopo una serie di furti di mezzi agricoli che hanno colpito la provincia di Modena. L’episodio che ha dato impulso alle indagini è stato il furto di quattro trattori avvenuto nella notte del 24 luglio presso un’azienda agricola di San Prospero (MO), seguito da un ulteriore furto di due mezzi a Zocca (MO) il 5 agosto 2025.

Un’organizzazione criminale ben strutturata

Gli accertamenti hanno permesso di identificare i presunti responsabili, attivi non solo nella provincia di Modena, ma anche nelle province di Bologna, Parma, Reggio Emilia, Forlì – Cesena e in Piemonte. Gli indagati, di 58, 46, 44 e 21 anni, agivano con metodi collaudati: individuavano le aziende agricole da colpire tramite sopralluoghi accurati e utilizzavano autovetture rubate per trasportare i trattori sottratti.

Il modus operandi: furti e traffico internazionale

I trattori venivano nascosti in aree di campagna difficilmente accessibili, per accertarsi che non fossero dotati di sistemi di localizzazione satellitare. Successivamente, dopo i furti compiuti da tre membri della banda, i mezzi venivano caricati su un autoarticolato guidato dal quarto indagato, il più anziano del gruppo. Il trasporto avveniva “via terra” fino in Albania, attraversando Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro.

Le prove raccolte dagli investigatori

Le indagini, condotte anche tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, analisi di tabulati, visione di filmati di videosorveglianza e servizi di osservazione e pedinamento, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei quattro indagati. In particolare, sono stati attribuiti loro la commissione di furti di 28 trattori agricoli (di cui 22 recuperati e restituiti ai legittimi proprietari) e di 17 tra autovetture e furgoni (con 14 mezzi riconsegnati).

Il valore della refurtiva e i sequestri

Il valore commerciale dei beni recuperati si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro. Durante le perquisizioni, i Carabinieri hanno sequestrato diversi strumenti utilizzati per i furti, tra cui disturbatori di frequenze Jammer, un rilevatore di microspie, chiavi di avviamento per trattori e arnesi da scasso.

L’arresto e la convalida della misura cautelare

Il 4 dicembre 2025 è stato eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica. Dopo l’udienza di convalida del 6 dicembre, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e quattro gli indagati, accogliendo la richiesta della Procura.

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Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.