Swatch accusata di razzismo per la pubblicità con "occhi a mandorla", bufera in Cina e campagna ritirata
Swatch ritira una pubblicità dopo le accuse di razzismo: nell'immagine si vedeva un modello imitare gli occhi a mandorla. La nota dell'azienda
Swatch fa dietrofront e chiede scusa. L’azienda ha dovuto riconoscere una gaffe con la Cina e, dopo aver pubblicato una nota stampa sui social, si è trovata costretta a ritirare uno spot. Il marchio svizzero, infatti, è stato accusato di razzismo da una campagna di protesta scoppiata sulle piattaforme più frequentate dagli utenti. La pubblicità incriminata mostrava un giovane modello che faceva il gesto per tirarsi la pelle degli occhi all’indietro e simulare, così, gli occhi a mandorla. “Ci scusiamo sinceramente per il malinteso e per il disagio che possiamo aver creato”, si legge nella nota.
La nota dell’azienda
Sabato 16 agosto sui profili social del marchio svizzero Swatch è comparsa una nota di scuse. L’azienda, nel comunicato, si è scusata a seguito delle polemiche scoppiate dopo uno spot per il quale sono piovute accuse di razzismo.
“Abbiamo preso atto delle recenti proteste riguardanti la rappresentazione di un modello nelle immagini della collezione Swatch Essentials”, si legge nella nota.
Il comunicato continua: “Consideriamo questa questione con la massima importanza e abbiamo immediatamente rimosso tutto il materiale correlato in tutto il mondo“.
Infine, l’azienda chiede scusa: “Ci scusiamo sinceramente per qualsiasi disagio o malinteso che ciò possa aver causato”.
Le accuse di razzismo
Come anticipato in apertura, Swatch è stata accusata di razzismo a seguito di una pubblicità in cui si vede un modello tirare indietro la pelle degli occhi con le dita per simulare gli occhi a mandorla.
Come riporta Reuters, dopo la pubblicazione della pubblicità incriminata Swatch avrebbe registrato un calo delle azioni pari al 4% nella giornata di lunedì 18 agosto. Sul caso si è pronunciato Mark Borkowski, a capo di una società di consulenze a Londra, che a Reuters ha detto: “È molto significativo che un marchio di quelle dimensioni faccia un tale scivolone”, poi ha aggiunto: “Questa disattenzione è davvero un errore grave”.
Lo studente Justin Zhao, 23 anni, ha riferito: “Quando ho visto questa notizia sono rimasto piuttosto scioccato. Swatch è nel mercato cinese da molti anni e sento che la maggior parte delle persone conosce il marchio”.
Il rapporto tra Swatch e la Cina
Come riferiscono Repubblica e Swiss Info la Cina è uno dei Paesi fondamentali nella distribuzione del marchio nel mondo. A inizio 2025, tuttavia, l’azienda ha registrato un calo dell’11,25% persistito per tutto il primo semestre.
Un collasso che – continua Repubblica – sarebbe legato al calo delle vendite in Cina dovuto, secondo il Ceo dell’azienda Nick Hayek, dalla disoccupazione giovanile e dal mercato immobiliare. Per le accuse di razzismo sono passate diverse aziende, a partire dalle piattaforme Facebook e Instagram contro le quali molti marchi nel 2020 avevano aderito alla campagna Stop Hate For Profit.
ANSA