Tatiana Tramacere e Dragos Ioan Gheormescu forse indagati almeno per procurato allarme: cosa rischiano
Tatiana Tramacere e Dragos Gheormescu sono indagati per procurato allarme e simulazione di reato. La procura valuta anche il reato di favoreggiamento
Tatiana Tramacere e Drago Ioan Gheormescu sono entrambi iscritti nel registro degli indagati come complici per reati quali procurato allarme e simulazione di reato. La storia a lieto fine, da un lato, rischia di diventare una vicenda giudiziaria. Potrebbero essere inclusi altri reati. Secondo un penalista, non rischiano, almeno finché non viene provato che Dragos sia stato davvero plagiato dalla giovane.
- Le parole di Dragos
- Iscritti nel registro degli indagati
- Reato di procurato allarme
- Simulazione di reato
- Reato di favoreggiamento personale
- Le parole del penalista
Le parole di Dragos
Dragos Ioan Gheormescu, 30enne e amico di Tatiana Tramacere, è stato ascoltato dai carabinieri subito dopo il ritrovamento della 27enne. Da subito ha dichiarato che erano di comune accordo e la giovane, una volta giunta in ospedale, ha confermato la versione.
Di fronte alle telecamere sono state lette le parole di Dragos, secondo il quale sarebbe stato plagiato. Avrebbe anche cercato di convincere la giovane a tornare a casa, vista la mediaticità della vicenda, ma senza successo.
Nella lettera dichiara che ai carabinieri di Lecce ha riferito tutti i fatti che riguardano la sua persona e la scomparsa di Tatiana. In particolare ha confermato che “il forte sentimento reciproco tra me e Tatiana, che si è consolidato di fatto in questi giorni, non mi ha fatto ben comprendere le conseguenze, anche di natura pubblica, derivanti da questa nostra avventura, che ripeto era di comune accordo”.
Iscritti nel registro degli indagati
La scomparsa di Tatiana, lo scorso 24 novembre, aveva determinato l’avvio di un piano di ricerche coordinato dalla Prefettura di Lecce e un’inchiesta della procura per istigazione al suicidio. Sono state messe in campo ingenti forze, per poi scoprire che la giovane fosse sana e salva e di sua spontanea volontà a casa dell’amico.
Il conforto per averla ritrovata non elimina però il piano delle responsabilità. Il pm che coordinava l’inchiesta sulla sparizione, Massimiliano Carducci, ha dichiarato che li iscriverà entrambi nel registro degli indagati.
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Vengono proposte le ipotesi di procurato allarme, ma anche simulazione di reato e favoreggiamento. Ora rischiano conseguenze.
Reato di procurato allarme
Per il reato di procurato allarme (articolo 658 del codice penale) si intende chiunque annunci disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscitando allarme presso le autorità o enti o persone che esercitano un pubblico servizio.
Questo delitto è punito con l’arresto fino a sei mesi o con un’ammenda da 10 a 516 euro.
Simulazione di reato
Altro possibile reato contestato ai due giovani è quello previsto dall’articolo 367 del codice penale, ovvero la simulazione di reato. Si tratta di chiunque, con denuncia, querela, richiesta o istanza, affermi falsamente che sia avvenuto un reato o simuli le tracce di un reato in modo da far avviare un procedimento penale per accertarlo.
In questo caso, il reato è punito con la reclusione da uno a tre anni.
Reato di favoreggiamento personale
Infine potrebbe essere contestato anche il reato di favoreggiamento personale (articolo 378 del codice penale). Questo riguarda chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce la reclusione, aiuti qualcuno a eludere le investigazioni dell’autorità, comprese quelle svolte dagli organi della Corte penale internazionale, o a sottrarsi alle ricerche effettuate dai medesimi soggetti.
Questo reato viene punito con la reclusione fino a quattro anni. Ci sono poi aggravanti specifiche: si tratta infatti di un reato a forma libera, quindi può manifestarsi in vari modi che intralciano le investigazioni o le ricerche.
Le parole del penalista
L’iscrizione nel registro degli indagati è un passaggio fondamentale, ma non corrisponde per forza a un processo o a una condanna. Lo spiega il professor Pierpaolo Dell’Anno, penalista e docente di procedura penale all’Università di Roma Tor Vergata.
Secondo il penalista, Tatiana Tramacere non rischia alcuna conseguenza penale. In particolar modo viene escluso il reato di procurato allarme, definito “non configurabile” perché non risulta nessun tipo di annuncio o condotta comunicativa definibile come “procurato allarme”.
Sempre secondo l’esperto, mancherebbe anche la possibile configurazione di simulazione di reato. C’è un “ma” da tenere in considerazione: nel caso risultasse una falsa dichiarazione alla polizia giudiziaria da parte di Gheormescu su istigazione di Tatiana Tramacere, entrambi ne dovrebbero rispondere.
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