Terremoto in Giappone di magnitudo 7,5 causa tsunami e 34 feriti, registrate altre scosse di assestamento
Un violento terremoto ha colpito il Giappone, causando uno tsunami di oltre 60 centimetri e più di 30 feriti
Un fortissimo terremoto è stato registrato in Giappone. La scossa, di magnitudo 7.5, ha fatto anche scattare un’allerta tsunami, che si è poi verificato (poco oltre i 60 centimetri). L’ipocentro è stato localizzato a 53 chilometri di profondità di fronte alla costa del distretto di Aomori. Il sisma avrebbe causato decine di feriti, ci sono ancora scosse di assestamento.
Terremoto e tsunami in Giappone
Intorno alle 23 (ora locale) di lunedì 8 dicembre in Giappone, nel distretto di Aomori, è stata registrata una violenta scossa di terremoto a nord dell’isola di Honshu.
L’ipocentro è stato localizzato a circa 53 chilometri di profondità. Per prevenire eventuali danni e tragedie, le autorità locali hanno diramato una allerta tsunami che interessa le località di Aomori, Iwate e Hokkaido.
Alla base dell’allarme c’era la previsione di un’ondata di almeno tre metri: alla fine, c’è stato un innalzamento di oltre 60 centimetri nel porto di Kuji, nella prefettura di Iwate, prima che tutti gli allarmi tsunami fossero revocati.
Oltre 30 feriti
L’elettricità è stata interrotta in centinaia di case, ma è stata in gran parte ripristinata nella mattinata di martedì 9 dicembre.
Il Giappone sta valutando i danni e mettendo in guardia la popolazione dal rischio di scosse di assestamento, che continuano a essere registrate.
Le persone ferite sarebbero oltre 30, registrato anche un incendio domestico.
L’U.S. Geological Survey aveva segnalato un terremoto di magnitudo 6.6 e successivamente uno di magnitudo 5.1 nelle ore successive alla scossa iniziale.
La Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) ha sottolineato che c’è un leggero aumento del rischio di un terremoto di magnitudo 8: ha invitato i residenti di 182 comuni della zona a monitorare la loro preparazione alle emergenze nella prossima settimana, ricordando loro che l’avvertimento non è una previsione di un evento di grande entità.
Il terremoto precedente
In Giappone i terremoti non rappresentano un’anomalia. L’ultimo evento sismico di grande portata ha avuto luogo nel mese di novembre, quando un fenomeno di magnitudo 6.9 è stato percepito al largo dell’isola di Hongshu.
Anche in quella occasione l’agenzia metereologica giapponese (Jma) aveva diramato una allerta tsunami, specialmente perché un sisma di intensità minore – con magnitudo 4.9 – era stato registrato nella notte precedente.
Cos’è uno tsunami
Uno tsunami, termine giapponese che corrisponde all’italiano maremoto, è una serie di onde marine anomale e distruttive che non hanno nulla a che vedere con le normali maree o con le onde generate dal vento. Questo fenomeno nasce da un massiccio e improvviso spostamento verticale di una vasta colonna d’acqua oceanica. La causa più comune è un forte terremoto sottomarino in grado di sollevare o abbassare il fondale. Meno frequentemente, l’origine può essere una frana sottomarina o un’eruzione vulcanica.
Viaggiando in mare aperto, le onde possono raggiungere velocità superiori agli 800 km/h. Avvicinandosi alla costa la velocità si riduce drasticamente, ma l’onda guadagna altezza in modo vertiginoso, trasformandosi in un muro d’acqua che si abbatte sulla terraferma con una forza capace di radere al suolo interi centri abitati per chilometri.
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