Tommaso Cerno e il racconto della violenza sessuale subita da un prete a 11 anni, "mai capito se lo volevo"

Tommaso Cerno racconta la violenza sessuale subita a 11 anni da un prete: le parole sul patriarcato e i momenti chiave della carriera

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Nel corso di una recente intervista rilasciata al Corriere della Sera, Tommaso Cerno ha svelato alcuni dettagli sulla violenza sessuale subita a 11 anni da un prete. “Non ho mai capito se volevo o non volevo”, ha affermato il giornalista. Cerno ha anche approfondito la sua visione del patriarcato e ripercorso alcune tappe della sua lunga carriera.

Tommaso Cerno, il racconto della lunga carriera

Grazie a una recente intervista rilasciata a Elvira Serra del Corriere della Sera, il giornalista Tommaso Cerno ha potuto fare il punto della sua lunga carriera, raccontandone gli esordi avvenuti in giovanissima età.

Il giornalista ha infatti raccontato un aneddoto, che risale ai suoi 4 anni, quando utilizzava delle cassette della frutta per creare un set simile a quello di un tg nel giardino di casa.

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Tommaso Cerno, immagine di repertorio

Facevo il telegiornale là dietro”, ha raccontato Cerno, ricordano poi la fondazione di un giornale scolastico alle medie e due durante il liceo.

“Uno si chiamava Preludio, ma entrai in rotta i professori. Allora fondai Qualif”, ha ricordato.

La prima intervista, invece, risale ai suoi 14 anni, quando a Sirmione intervistò Aldo Busi.

Il racconto della violenza sessuale subita dal prete a 11 anni

Nel corso dell’intervista per Il Corriere della Sera, Tommaso Cerno ha anche parlato della violenza sessuale subita da un prete quando aveva solo 11 anni.

Non ho mai capito se volevo o non volevo”, ha rivelato il direttore de Il Tempo.

Ha poi aggiunto: “Fu sicuramente una violenza, ma a 11 anni non ne sei consapevole. Però mi piacque, quindi non so cosa pensare di quel prete”.

Il commento sul patriarcato

Tommaso Cerno ha anche commentato la sua affermazione sul patriarcato: il giornalista ha affermato infatti che “non esiste”.

“Di patriarcato ce ne vorrebbe di più, perché stiamo smontando la famiglia patriarcale, che è giusto, al punto da non avere più punti di riferimento”, ha affermato il giornalista, sostenendo poi che Filippo “Turetta è figlio di famiglie che non sanno più cosa fanno i loro figli. Se non lo sanno, vuol dire che non gliene ne importa”.

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