Tragedia di Acilia, parla la barista che ha chiamato i soccorsi: "Il compagno svegliato a martellate"
Dopo la mattanza Flavio Rocca ha fornito una prima versione a una barista: "Mi ha svegliato a martellate", le novità sulla tragedia di Acilia
Le telecamere di Ore14 hanno raggiunto la barista di Acilia che ha chiamato i soccorsi dopo la tragedia. Lorenzo Vitali ha ucciso a martellate la nonna Gabriella Armari per poi colpire il compagno della madre, che è riuscito a salvarsi e a chiedere aiuto. La barista racconta di aver visto Flavio Rocca seduto sugli scalini del bar, con il volto ricoperto di sangue e in stato confusionale: “Lorenzo mi ha svegliato con le martellate”, le avrebbe raccontato l’uomo.
Il racconto della barista
Un inviato di Ore14, il talk condotto da Milo Infante su Rai 2, lunedì 8 dicembre ha raccolto la testimonianza di una barista, titolare di un locale che si trova immediatamente di fronte alla palazzina di via Molteni, ad Acilia, dove il 6 dicembre Lorenzo Vitali (30 anni) ha ucciso la nonna Gabriella Armari (80) a colpi di martello e ha colpito con la stessa arma Flavio Rocca, compagno della madre.
La donna racconta che intorno alle 8:42 un cliente le avrebbe chiesto di chiamare i soccorsi, quindi lei sarebbe uscita dal bar e avrebbe notato la presenza di Rocca sulle scale del locale.

“Non lo abbiamo nemmeno riconosciuto”, racconta la donna, perché “lui era una pozza di sangue“. Rocca le avrebbe detto: “Chiama per favore anche le forze dell’ordine, perché voglio denunciarlo“.
Quindi la barista avrebbe raccolto il primo racconto di Flavio Rocca: “Lorenzo mi ha preso a picconate con un martello, mi ha svegliato”. L’uomo, infatti, all’inizio dei fatti stava dormendo nella sua stanza. “Lui si è svegliato per le botte che ha ricevuto”.
La tragedia di Acilia
I fatti risalgono alla mattina di sabato 6 dicembre quando Lorenzo Vitali, 30 anni, è entrato nell’abitazione in cui vivevano la nonna, la madre e il compagno di quest’ultima.
Il giovane ha ucciso a martellate la nonna Gabriella Armari per poi colpire il compagno della madre, Flavio Rocca, usando la stessa arma. Dopo l’aggressione Vitali si è infilato su un treno verso Roma, ma poco dopo è stato rintracciato dalla squadra mobile. Ascoltato dagli inquirenti ha confessato l’omicidio e l’aggressione. Sua madre, Patrizia Vannettelli, è scampata al massacro perché in quel momento si trovava al lavoro.
Il movente di Lorenzo Vitali
Ascoltato dalla polizia, Vitali ha spiegato: “Mi hanno sempre perseguitato. Ce l’hanno tutti con me. Mi deridevano. Venivo umiliato, dicevano che sono un nullafacente”.
Per gli inquirenti non è tutto qui, per questo gli accertamenti sulle dinamiche e il movente che ha spinto il 30enne a porre in essere la mattanza sono ancora in corso.
ANSA