Tre indagati per il caso botulino a Cosenza dopo un'altra morte sospetta, la situazione in Calabria e Sardegna
La Procura ha aperto un fascicolo a carico di tre persone dopo i casi di botulino registrati nel territorio di Cosenza: chi sono gli indagati
La Procura di Paola ha aperto un fascicolo sulle morti attribuite a una potenziale intossicazione da botulino. Secondo le ultime notizie ci sarebbero tre indagati. Nelle ultime ore, infatti, si è verificata un’altra morte sospetta. Si tratta di una donna di 45 anni residente a Praia a Mare (Cosenza). Le persone decedute e quelle intossicate avevano consumato un panino acquistato presso il camioncino dello stesso ambulante che si trovava a Diamante. Gli inquirenti hanno disposto il sequestro del mezzo.
- Tre indagati dopo due morti sospette
- Il secondo decesso
- La nota della Procura
- La situazione in Calabria e Sardegna
Tre indagati dopo due morti sospette
Fino a giovedì 7 agosto il bollettino delle sospette intossicazioni da botulino nel territorio di Cosenza parlava di sette persone ricoverate e un decesso. La prima vittima si chiamava Luigi di Sarno e aveva 52 anni. Originario di Cercola, si trovava a Diamante (Cosenza) con la famiglia e lì aveva consumato un panino con broccoli e salsiccia acquistato dal food truck “Da Peppino” – come scrive Il Fatto Quotidiano – e poco dopo era ripartito per la Campania.
Durante il tragitto Di Sarno ha accusato un malore fino a fermarsi a Lagonegro (Potenza), dove infine è deceduto. Venerdì 8 agosto il bollettino riporta quote drammaticamente diverse: 12 persone intossicate e due decessi. La seconda vittima sarebbe una donna di 45 anni originaria di Praia a Mare (Cosenza).
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Come riporta RaiNews i tre indagati sono il commerciante ambulante titolare dell’automezzo ora sequestrato e due rappresentanti legali di due ditte che potrebbero aver fornito le materie prime per la preparazione degli alimenti potenzialmente contaminati.
I tre sono indagati, a vario titolo, per lesioni personali colpose, omicidio colposo e commercio di sostanze alimentari nocive.
Il secondo decesso
Come già riferito, la seconda vittima è una donna di 45 anni residente a Praia a Mare (Cosenza). I suoi funerali si sono tenuti giovedì 7 agosto. Secondo Norba Online, tuttavia, venerdì 8 agosto il fratello si è presentato in Procura per riferire che la sorella, il giorno prima di morire, avrebbe mangiato un panino acquistato sul lungomare di Diamante.
Per questo la Procura ha disposto la riesumazione della salma sulla quale verrà effettuata l’autopsia.
La nota della Procura
In una nota riportata da RaiNews la Procura di Paola comunica che dai primi rilievi sarebbe emerso che “il mezzo stazionava per l’intera giornata sotto il sole, condizione che potrebbe aver favorito la proliferazione delle tossine botuliniche in prodotti deperibili”.
Ancora, la Procura fa sapere che in alcuni casi “il decorso clinico è stato aggravato dalla mancata tempestiva diagnosi“, con un conseguente ritardo nella somministrazione della cura adeguata.
La situazione in Calabria e Sardegna
Come noto, anche in Sardegna sono stati registrati casi sospetti di intossicazione da botulino. All’ospedale Businco di Cagliari una donna di 38 anni è morta durante il ricovero per un’intossicazione alimentare. Altre otto persone risultano intossicate.
Tra queste c’è un bambino di 11 anni trasferito con l’eliambulanza dal Brotzu di Cagliari al Policlinico Gemelli di Roma. Le sue condizioni sarebbero in fase di miglioramento. Anche in questo caso la Procura della Repubblica di Cagliari ha aperto un fascicolo a carico dell’organizzatore dell’evento gastronomico Fiesta Latina che si è tenuto a Monserrato dal 22 al 25 luglio. Tutte le persone intossicate hanno partecipato alla manifestazione. I sospetti si concentrano su una salsa guacamole.
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