Trovato morto davanti al pc a Teramo, l'ombra della Gas Mask Challenge: cos'è e perché si rischia di morire
I carabinieri stanno indagando sulle attività del ragazzo morto a Teramo con una maschera antigas sul volto: l'ipotesi della challenge online
Dopo la tragedia di Teramo, in cui un ragazzo di 27 anni è stato trovato morto davanti al proprio computer mentre indossava una maschera antigas, si è iniziato a parlare di una “Gas Mask Challenge“. L’hashtag sui social esiste, ma non ci sono prove che sia virale, tanto meno una vera e propria sfida. Indossare maschere antigas vintage è comunque potenzialmente pericoloso.
La Gas Mask Challenge
Non sembra esistere, su TikTok o su altri social, una vera e propria sfida che preveda l’utilizzo di maschere antigas. L’hashtag “Gas Mask Challenge” sul popolare social cinese ha soltanto 390 video, pochi per una piattaforma così grande.
La sfida non sembra avere regole precise e la sua diffusione è molto limitata. Non può quindi definirsi un fenomeno virale. Questo non esclude però che le attività su internet della vittima della tragedia di Teramo non siano legate alla sua morte.
ANSA
Le maschere antigas fanno parte di un’estetica precisa, utilizzata in vari contenuti online. Si tratta di immagini e video che riproducono scenari post apocalittici o fanno riferimento a periodi storici recenti, tramite l’utilizzo di strumentazioni vecchie di decenni.
I pericoli delle vecchie maschere antigas
Le maschere antigas sono strumenti utilizzati in contesti lavorativi in cui gli operatori rischiano di respirare sostanze nocive. Depurano l’aria attraverso filtri, che vanno regolarmente cambiati o puliti.
I vecchi modelli, specialmente quelli risalenti alle guerre mondiali o all’immediato dopoguerra, utilizzavano tecnologie molto meno avanzate di quelle moderne. In alcuni casi anche maschere più recenti montano filtri costruiti con materiali potenzialmente dannosi.
La GP-5, maschera di produzione sovietica in uso tra il 1970 e il 1989, per esempio, utilizzava filtri che contenevano tracce di amianto, materiale che, se sbriciolato e inalato, è cancerogeno.
La tragedia di Teramo
Nella serata di domenica 24 agosto a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, un ragazzo di 27 anni è stato trovato morto dai genitori davanti al proprio computer acceso, mentre indossava una maschera antigas. Secondo le prime ricostruzioni, potrebbe aver inalato una sostanza nociva proprio dalla maschera.
I carabinieri starebbero indagando su un possibile legame tra la morte del giovane e la sua attività su internet. Computer e telefono del 27enne sono stati sequestrati per analizzarne il contenuto.
Soltanto l’autopsia, che si svolgerà giovedì 28 agosto, potrà chiarire quale sia stata l’esatta causa della morte del ragazzo.
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