Trump boicotta il G20 e accusa il Sudafrica di "massacrare gli afrikaner", chi sono e il precedente attacco

Donald Trump non andrà al G20 in Sudafrica e accusa il governo di "massacrare" gli afrikaner: chi sono

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“È una vergogna assoluta che il G20 si tenga in Sudafrica“. Così il presidente statunitense Donald Trump annunciando che nessun rappresentante del governo Usa parteciperà al prossimo vertice del G20 nel Paese africano. Secondo Trump il governo di Johannesburg sarebbe responsabile del “massacro” e della discriminazione degli afrikaner, parte della popolazione bianca del Sudafrica: a maggio durante l’incontro alla Casa Bianca aveva accusato il presidente Cyril Ramaphosa di non fare nulla contro queste presunte violazioni dei diritti umani.

Donald Trump boicotta il G20 in Sudafrica

Gli Stati Uniti boicottano il prossimo G20 che si terrà a Johannesburg in Sudafrica il 22 e 23 novembre 2025.

Il presidente Donald Trump ha annunciato che nessun rappresentante del governo Usa parteciperà al vertice del G20 nel Paese africano.

RamaphosaANSA
 Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa

Lo aveva già detto a maggio, spiegando che l’amministrazione americana sarebbe stata rappresentata dal vicepresidente Vance.

Venerdì 7 novembre è arrivato il nuovo annuncio con un post sul suo social Truth: “È una totale disgrazia che il G20 si tenga in Sudafrica. Gli afrikaner vengono uccisi e massacrati, e le loro terre e fattorie confiscate illegalmente”.

“Nessun funzionario del governo americano parteciperà finché continueranno questi abusi dei diritti umani”.

Le accuse al Sudafrica di “massacrare gli afrikaner”

Lo scorso maggio in un incontro alla Casa Bianca Trump aveva duramente attaccato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, accusandolo di non far nulla per le violenze contro la minoranza bianca del Paese.

Ramaphosa è il leader dell’African National Congress, il partito che fu di Nelson Mandela e che per decenni ha lottato contro le politiche segregazioniste dell’apartheid.

Da diverso tempo Trump e l’estrema destra statunitense – tra cui Elon Musk, che è sudafricano –  sostengono senza alcun fondamento che in Sudafrica sia in corso un “genocidio dei bianchi“.

Secondo Trump gli afrikaner sarebbero perseguitati dal governo sudafricano e dalla maggioranza nera.

Per questo nei mesi scorsi gli Stati Uniti hanno iniziato ad accogliere con lo status di rifugiati alcune decine di sudafricani bianchi.

Nei sui attacchi Trump ha più volte fatto riferimento al “grande numero” di agricoltori afrikaner che sono stati “massacrati” nelle loro fattorie.

Accuse smentite dai dati: nel 2024 quasi 7.000 persone sono state uccise in Sudafrica, in gran parte neri: quelle ammazzate in aziende agricole sono state appena 12, e solo alcune afrikaner.

Chi sono gli afrikaner

Gli afrikaner, noti anche come boeri, sono i discendenti dei colonizzatori europei – in gran parte olandesi, ma anche tedeschi e francesi – che si insediarono nell’attuale Sudafrica a partire dalla metà del Diciassettesimo secolo.

Per decenni a partire dagli anni Cinquanta gli afrikaner furono al governo in Sudafrica: introdussero l’apartheid, una politica di segregazione razziale volta a tenere in una posizione subordinata la maggioranza nera.

Nonostante l’apartheid sia finito trent’anni fa, il Sudafrica resta ancora oggi un Paese profondamente diseguale: gli afrikaner sono appena il 7% della popolazione ma detengono ancora buona parte della ricchezza e oltre il 70% delle terre.

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