Trump sente Putin e volta le spalle all'Ucraina, attacco a Zelensky "venditore" e affondo sull'incontro
Trump parla con Putin e critica Zelensky: i negoziati tra i due si allontanano. Kiev punta il dito contro Mosca e chiede agli Usa di impegnarsi
Trump si riavvicina a Putin e volta le spalle all’Ucraina. I tentativi di pace dell’amministrazione Usa si scontrano contro gli atteggiamenti dei leader. Il tycoon ha dato qualche settimana al leader russo, mentre attacca Zelensky definendolo “il miglior venditore di sempre”.
Trump parla con Putin
Donald Trump è tornato a parlare con Vladimir Putin. Ha spiegato che la chiamata è andata bene, ma non ci sono risultati visibili di questa. Nel racconto della telefonata Trump ha ammesso che il leader di Mosca non vuole vedere Zelens’kyj “perché non gli piace. In realtà, non si piacciono a vicenda”.
Trump però torna a insistere sul fatto che Putin e Zelens’kyj dovrebbero incontrarsi e aggiunge che potrebbero esserci conseguenze se non lo fanno. “Vediamo cosa succede in una o due settimane, a quel punto interverrò. Dipende da loro, non noi”.
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Trump ha fatto così intendere di essersi riavvicinato a Putin, dandogli più tempo per organizzare dei colloqui e allo stesso tempo ha rilanciato una frecciatina a Zelens’kyj, definendolo “il miglior venditore di sempre”.
I difficili colloqui
L’amministrazione Trump ha finalmente ammesso che durante la campagna elettorale è stato commesso un errore di comunicazione, o meglio di prospettiva. Falsa promessa? Tempo fa aveva detto di poter chiudere il conflitto nel giro di 24 ore e ha dichiarato che pensava davvero fosse più facile.
Sembra infine essersi reso conto che è molto più complicato e ha dovuto ammettere anche che la mediazione si è dimostrata essere più difficile di quanto pensasse. I critici gli rimproverano però di aver contribuito allo stallo in corso, perché si è rifiutato di fare pressioni significative sul capo del Cremlino.
Come fa notare l’inviato di Repubblica da New York, Trump ha dichiarato che aprirà due nuovi fronti di dialogo con la Cina e la Nord Corea. Si tratta di due nuovi dossier complicati che rischiano di non chiudersi in tempi brevi e di porre così gli Stati Uniti in un ruolo ancora più complesso. Ha concluso il suo discorso avvertendo che cambierà il nome del ministero della Difesa in Dipartimento della Guerra.
Incontro Zelensky-Kellogg
Nelle stesse ore, Zelens’kyj ha incontrato l’inviato speciale di Trump Keith Kellogg. Il leader ucraino ha sottolineato la necessità di arrivare a un incontro con Putin, ma che serve la volontà e la disponibilità anche da parte di Mosca.
“Apprezziamo la disponibilità degli Stati Uniti a far parte dell’architettura di sicurezza per l’Ucraina e i nostri team stanno lavorando attivamente per plasmarla”, ha detto. Si aspettano che le basi per la sicurezza saranno definite a breve, ma sono stati anche discussi i modi per influenzare i russi e costringerli a impegnarsi in veri negoziati per porre fine alla guerra. Le opzioni più gettonate sembrerebbero essere i dazi e le sanzioni.
Tornando all’incontro con Putin, Zelens’kyj punta il dito contro Mosca e chiede nuovamente agli Stati Uniti di impegnarsi per riportare la pace, ma anche di riportare indietro tutti i bambini rapiti illegalmente dalla Russia.
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