Uccide la figlia disabile a Corleone e si suicida, Lucia Pecoraro ha lasciato una lettera chiedendo scusa
A Corleone una donna, Lucia Pecoraro, ha ucciso la figlia disabile e poi si è suicidata. Per spiegare il suo gesto, ha lasciato una lettera
Corleone è ancora scossa dall’omicidio-suicidio avvenuto sabato 6 dicembre. Lucia Pecoraro, 78 anni, ha ucciso la figlia disabile, Giuseppina Milone, strangolandola con la cordicella di una tenda e poi si è tolta la vita, usando la stessa corda. Prima di compiere questo tragico gesto, ha lasciato una lettera in cui chiede scusa per quanto fatto.
- Tragedia a Corleone
- La lettera di scuse di Lucia Pecoraro
- Uccide la figlia disabile e si suicida: cosa c'era dietro
Tragedia a Corleone
Nuovi sviluppi su quanto successo a Corleone, Palermo. Le prime ricostruzioni degli inquirenti sono state, di fatti, confermate da alcuni scritti e da una lettera rinvenuta nell’abitazione di Lucia Pecoraro che chiede perdono per aver ucciso sua figlia disabile Giuseppina Milone.
In un secondo momento poi la donna si è suicidata lasciandosi cadere nella tromba delle scale con una cordicella al collo.
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Tragedia a Corleone, Palermo
La lettera di scuse di Lucia Pecoraro
“Scusatemi, ma non ce la faccio più. Chiedo perdono a tutti”. È questo, in sintesi, il contenuto della lettera che la 78enne ha lasciato in casa e che è stata trovata dagli inquirenti durante le perlustrazioni in via Giovan Battista Sgarlata. Un’ammissione che fuga gli ormai pochi dubbi che erano rimasti su una vicenda tragica e che ha scosso l’intera città.
Nella serata di venerdì 5, Lucia Pecoraro ha vestito bene sua figlia disabile, Giuseppina Milone (47enne) e poi l’ha strangolata, uccidendola. Quindi è salita al primo piano e si è suicidata. A rinvenire i due cadaveri sono stati alcuni parenti che, come facevano spesso, le erano andate a trovare. Non ricevendo risposta, hanno rotto il vetro della porta e fatto la macabra scoperta.
Gravemente malata e con una disabilità mentale, nelle ultime settimane Giuseppina aveva evidenziato grosse difficoltà deambulatorie, riscontrando grandi problemi nel camminare.
Uccide la figlia disabile e si suicida: cosa c’era dietro
Di questa situazione, Lucia Pecoraro parla nella lettera e in altri vari altri scritti che ha lasciato in giro per casa. In essi chiede scusa e spiega il suo disagio e la scelta fatta. Centrale nei fatti è stata la scomparsa del marito della donna, Salvatore Milone, un ex infermiere conosciuto e apprezzato da tutti in paese e deceduto in seguito a un tumore pochi mesi prima.
“La perdita del marito, otto mesi fa, era stata un trauma per lei. Era soprattutto lui a prendersi cura della figlia autistica, che aveva attraversato tanti momenti di difficoltà. Ormai non si muoveva quasi più. Sapevamo che era triste per la morte del marito ma nessuno poteva immaginare un epilogo così drammatico, bisognava ascoltare di più quella povera donna”, ha raccontato una vicina a Repubblica.
Tra le varie testimonianze c’è anche quella di una cugina di Lucia che, in lacrime, ha aggiunto: “Negli ultimi giorni aveva lo sguardo perso nel vuoto. Sembrava distratta. Forse, avrei dovuto chiedermi il perché”. Un’amica della donna ha ricordato come le due avessero partecipato poco tempo fa a una gita a Pompei organizzata dalla parrocchia: “Sembravano serene in quei giorni, non doveva finire così”. Anche il sindaco di Corleone, Walter Rà, ha commentato: “Il Comune era a conoscenza della situazione, i servizi sociali avevano contattato i familiari della signora Lucia, mettendosi a disposizione. C’era comunque una famiglia che si prendeva cura della donna e della figlia disabile. Ogni giorno i parenti andavano a trovare le due donne”.
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