Vaticano, dopo decenni riemerge un libro dell’800: la scoperta di un antiquario
Restituito dai Carabinieri un prezioso libro ottocentesco trafugato dall’Archivio Pontificio: la cerimonia si è svolta in Vaticano.
È stato restituito un prezioso libro del XIX secolo trafugato decenni fa dall’Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici: la cerimonia si è svolta l’11 novembre presso la sede della Città del Vaticano, dove il volume è stato riconsegnato dal Comandante dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. L’opera, sottratta in epoca anteriore agli anni ’80 e recuperata dopo accurate indagini, è stata formalmente riconsegnata all’Archivio Apostolico Vaticano.
La fonte della notizia
Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, la cerimonia di restituzione si è tenuta nella suggestiva Sala della Meridiana, all’interno della “Torre di Venti” nella Città del Vaticano. L’evento ha visto la partecipazione di numerose autorità ecclesiastiche e civili, tra cui l’Arcivescovo Diego Giovanni Ravelli, Capo Cerimoniale Vaticano e Maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, l’Ordinario Militare per l’Italia, Arcivescovo Gian Franco Saba, e il Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, Padre Rocco Ronzani. Presenti anche rappresentanti delle istituzioni civili, come il Procuratore Aggiunto di Roma, Dott. Giovanni Conzo.
Il recupero del volume trafugato
Il protagonista della vicenda è un libro del XIX secolo, intitolato “Forma a summo pontifice servanda in dandis titulis et diaconiis novis cardinalibus”, un bene archivistico di grande valore storico e culturale. Il volume, composto da 48 pagine e recante lo stemma papale di Papa Gregorio XVI, era stato illecitamente sottratto dall’Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici in un periodo precedente agli anni ’80. Il trafugamento era rimasto a lungo senza soluzione, fino a quando, nel maggio scorso, un antiquario specializzato ha richiesto un attestato di libera circolazione all’Ufficio Esportazione oggetti d’antichità e d’arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma per il volume in questione.
L’indagine e il riconoscimento del bene
L’opera è stata prontamente segnalata dalla Soprintendenza all’Archivio Apostolico Vaticano, che ne ha riconosciuto senza dubbio la provenienza dall’Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici. Un attento esame ha confermato l’autenticità del volume, anche grazie alla presenza di una specifica segnatura archivistica dorata sul frontespizio, “F. 71.”. Gli accertamenti condotti dai Carabinieri TPC hanno permesso di ricostruire la storia recente del libro: il detentore, convocato presso gli uffici del Reparto Operativo TPC, ha dichiarato di averlo ricevuto agli inizi degli anni ’80 come parte della collezione personale del padre, appassionato di libri antichi.
La collaborazione del possessore e la restituzione
Durante le indagini, il possessore ha fornito anche la copia di un opuscolo che attestava l’esposizione del volume nel 1988 ad Albano (RM), in una mostra dedicata alla rilegatura d’arte antica pontificia. Venuto a conoscenza della provenienza furtiva del bene, il detentore ha collaborato pienamente con i Carabinieri, rinunciando formalmente al possesso e dichiarando la volontà di restituirlo qualora fosse stato riconosciuto come proprietà dello Stato della Città del Vaticano.
Il ruolo degli esperti e la conferma dell’appartenenza
Il libro è stato quindi affidato all’esame del Dott. Luca Carboni, archivista e docente della Scuola Vaticana, che ha confermato con assoluta certezza l’appartenenza dell’opera allo Stato Pontificio. Anche il Prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, Padre Rocco Ronzani, ha ribadito la provenienza del volume dagli ambienti dell’Archivio storico dei Cerimonieri Pontifici, richiedendone formalmente la restituzione all’ente di pertinenza, in base all’articolo 9 della Legge sugli Archivi della Santa Sede, nota come “La cura Vigilantissima”.
La decisione della Procura e la chiusura del caso
Considerato il lungo tempo trascorso dal trafugamento e la buona fede dimostrata dal detentore, che ha collaborato attivamente alle indagini, i Carabinieri TPC hanno informato la Procura di Roma. La Procura ha concesso il nulla osta alla restituzione del bene all’avente diritto, senza procedere ad alcun deferimento penale nei confronti del cittadino coinvolto.
IPA
Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.