Verifica età per accedere a siti porno dal 12 novembre, ma solo in teoria: l'unico pronto è OnlyFans con Yoti

Scattata in Italia dal 12 novembre la verifica dell’età per accedere ai siti porno, ma ad oggi l’unica piattaforma pronta è OnlyFans con Yoti

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Dal 12 novembre è scattata in Italia la verifica dell’età per l’accesso ai siti porno, ma quasi nessuna piattaforma si è adeguata. Solo OnlyFans utilizza il sistema Yoti, basato su riconoscimento facciale e “doppio anonimato”. Agcom dovrà ora verificare l’attuazione di una norma che, per ora, resta solo sulla carta.

Scatta dal 12 novembre l’obbligo di verifica dell’età sui siti porno

Dal 12 novembre è ufficialmente in vigore in Italia l’obbligo di verificare l’età degli utenti che accedono ai siti porno, come previsto dal cosiddetto decreto Caivano e disciplinato da Agcom. L’obiettivo è impedire la fruizione di contenuti pornografici ai minori di 18 anni.

Nella lista pubblicata dall’Autorità compaiono 45 piattaforme, tra cui Pornhub, YouPorn, Redtube, Xvideos e OnlyFans. Tuttavia, al momento della scadenza solo una minima parte si è adeguata: come ha verificato Wired Italia, appena quattro siti su 45 hanno attivato sistemi di controllo, mentre uno (Bang.com) ha sospeso del tutto l’accesso dall’Italia.

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Attiva dal 12 novembre la verifica dell’età sui siti porno: solo OnlyFans in regola con Yoti, Agcom pronta a intervenire

Gli altri portali continuano a funzionare come prima, con il semplice banner “Ho più di 18 anni” che non garantisce alcuna reale barriera. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha previsto sanzioni fino a 250mila euro e la possibilità di oscurare i siti che non si conformano.

Le piattaforme hanno avuto solo dodici giorni per adeguarsi e non esiste ancora un elenco ufficiale di soggetti abilitati a svolgere la verifica dell’età. Il risultato è che l’obbligo, almeno per ora, rimane puramente teorico

OnlyFans e Yoti, l’unico sistema attivo

L’unica piattaforma pienamente operativa è OnlyFans, che si appoggia alla società britannica Yoti. Il sistema prevede l’apertura di un QR code al momento del login, da scansionare con lo smartphone per accedere alla verifica dell’età.

L’utente può scegliere se caricare la foto del proprio documento d’identità oppure usare il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza artificiale. In alternativa, se l’età era già stata confermata in precedenza, è possibile utilizzare una passkey chiamata AgeKey, che velocizza il processo.

Secondo Yoti, i dati vengono eliminati subito dopo la verifica, senza conservazione di informazioni personali. Il metodo garantirebbe il cosiddetto “doppio anonimato”: chi effettua la verifica non conosce il sito visitato, mentre il sito non riceve dati identificativi.

La procedura non sembra però ancora pienamente conforme, perché Yoti può risalire alla piattaforma di origine quando il codice QR è generato da un sito specifico. Anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per stimare l’età resta un punto debole: la precisione del sistema non è totale, e la possibilità di usare l’AgeKey per gli accessi successivi riduce ulteriormente i controlli.

Regole incerte e scarsi controlli: le criticità del sistema

Le difficoltà di attuazione derivano anche da un quadro normativo ancora incompleto. L’Agcom, pur avendo definito le linee guida nella delibera 96/25/CON, non ha ancora pubblicato un registro di operatori certificati per la verifica dell’età. L’Autorità ha spiegato a Wired che le informazioni “allo stato attuale non sono disponibili”.

Nel frattempo, i maggiori siti restano liberamente accessibili e il provvedimento rischia di trasformarsi in un tentativo inefficace: l’uso delle VPN consente di aggirare facilmente i blocchi, collegandosi a server esteri dove la legge non è in vigore. Il Codacons, in una nota, ha definito l’intervento “una goccia nel mare”, ritenendo che non potrà limitare davvero l’esposizione dei minori alla pornografia online.

Per l’Agcom, la fase attuale rappresenta l’inizio di un percorso di implementazione e vigilanza. L’Autorità valuterà nei prossimi mesi se applicare diffide o oscuramenti ai siti non conformi. Intanto, l’unico vero banco di prova resta OnlyFans, che ha anticipato i tempi adottando il sistema di Yoti e ponendosi, almeno formalmente, come il primo portale ad aver rispettato i nuovi standard.

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