Via libera alla riforma delle professioni, cosa cambia per avvocati, medici e ingegneri con le nuove regole
Approvato in Cdm il pacchetto di leggi delega con la riforma delle professioni, dagli architetti agli avvocati, con novità su formazione ed equo compenso
Rivoluzione in arrivo negli ordini professionali italiani. Dagli architetti agli ingegneri, dai consulenti del lavoro ai periti, sono 14 le categorie interessate dal disegno di legge delega approvato dal Governo sul riordino generale, a distanza di 13 anni dall’ultima legge organica sulle professioni. In Cdm sono stati approvati altre due deleghe distinte sugli avvocati e il settore sanitario, anche queste attese all’esame in Parlamento, per poi diventare riforme effettive con i decreti attuativi dell’esecutivo.
Le leggi delega approvate in Cdm
I testi che hanno ottenuto il via libera nel Consiglio dei ministri di giovedì 4 settembre contengono la cornice e le linee guida per le norme stabilite successivamente dal Governo Meloni. Per il disegno relativo ai 14 ordini professionali i tratta di oltre 20 principi di indirizzo, dalla parità di genere nella governance e le liste elettorali alla revisione degli esami di Stato, dalla formazione all’equo compenso.
Per avvocati, notai, tutte le professioni sanitarie, chimici, fisici e biologi, sono previste delle deleghe mirate, con provvedimenti separati rispetto al ddl più esteso. Rinviato al momento il ridisegno delle regole per i commercialisti, nel solco della della riforma approvata dal Consiglio nazionale della categoria.
ANSA
Il tavolo di lavoro con gli ordini professionali presieduto dalla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone
La riforma delle professioni
Come riferito in una nota da Palazzo Chigi, l’obiettivo della riforma prevista nel disegno legge di riordino è di rinnovare “garantendo una maggiore coerenza e modernizzazione del sistema delle professioni, in linea con gli standard europei”.
Un intervento rivendicato dalla stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha indicato nel pacchetto di revisione degli ordini professionali un scopo di fondo comune:
“Promuovere il valore economico, culturale e sociale svolto nella nostra Nazione dal mondo delle libere professioni”, ha spiegato la premier anche per “valorizzare i diversi ambiti professionali, adeguando le leggi di settore ai cambiamenti della società, semplificando e sburocratizzando i processi, potenziando i percorsi formativi, agevolando l’accesso”
Le novità
Nella relazione illustrativa della delega si precisa che i testi non punteranno ad assegnare nuove competenze, ma a tracciare in modo migliore un perimetro tra quelle già previste dalle normative esistenti, per evitare sovrapposizioni e conflitti fra professioni con competenze a cavallo.
Tra le novità principali, l’allargamento dell’equo compenso a tutti i rapporti con i clienti, tramite paramenti previsti anche per gli ordini che dovranno stabilirli o aggiornarli dopo il via libera ai decreti attuativi.
Inoltre, è prevista la revisione della formazione continua e la riorganizzazione del tirocinio professionale, per ottimizzare e semplificare i percorsi di accesso agli ordini.
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