Via libera della Cassazione agli accordi prematrimoniali, svolta storica e cosa cambia in caso di separazione
La Cassazione ha aperto agli accordi prematrimoniali: cosa afferma l'ordinanza 20415 e perché si tratta di una svolta storica per le separazioni
Svolta storica sugli accordi prematrimoniali, è arrivato un primo via libera della Cassazione: con l’ordinanza numero 20415, la Suprema Corte ha aperto ufficialmente ai patti stipulati prima o durante le nozze in previsione di una possibile separazione. Il caso specifico riguarda l’impegno preso da un marito, nell’eventualità di una separazione, a restituire alla moglie i soldi da lei spesi per la ristrutturazione di un immobile di sua proprietà, ma non solo.
- Il caso dei coniugi di Mantova
- Accordi prematrimoniali: cosa dice l'ordinanza 20415
- Il chiarimento dei giudici sui patti vietati
Il caso dei coniugi di Mantova
La vicenda su cui si è espressa la Cassazione riguarda due coniugi mantovani che, nel 2022, avevano firmato una scrittura privata: il marito, come riportato da La Repubblica, si impegnava a rimborsare alla moglie – in caso di separazione – 146.400 euro, somma data dal mutuo per lavori edilizi, acquisto di mobili, veicoli e altre spese sostenute con il patrimonio della donna.
In seguito alla separazione nel 2019, lei aveva chiesto l’esecuzione dell’accordo, ma l’uomo aveva contestato la sua validità alla luce dell’articolo 160 del Codice civile, che vieta modifiche private ai rapporti patrimoniali coniugali.
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L’ordinanza della Cassazione fa riferimento al caso di due coniugi mantovani.
Il 21 luglio del 2025 la Cassazione ha dato ragione alla donna.
Accordi prematrimoniali: cosa dice l’ordinanza 20415
Nel dispositivo si legge che “l’accordo prematrimoniale non è la causa della separazione ma una condizione sospensiva che ne determina l’efficacia”.
Secondo l’ordinanza firmata dal Presidente Alberto Giusti, la scrittura in parola risulta “perfettamente lecita” perché “regolamenta in modo libero, ragionato ed equilibrato l’assetto patrimoniale dei coniugi in caso di scioglimento della comunione legale”.
Come spiegato dagli Ermellini, “pur essendo pacifico che la consegna o un prestito di denaro tra coniugi avviene generalmente nella riservatezza della vita familiare, non c’è nessuna norma imperativa che impedisca ai coniugi, prima o durante il matrimonio, di riconoscere l’esistenza di un debito verso l’altro e di subordinarne la restituzione all’evento, futuro ed incerto, della separazione coniugale”.
Il chiarimento dei giudici sui patti vietati
I giudici della Cassazione hanno fatto, però, una precisazione: rimangono vietati i patti che incidono sui diritti inderogabili, come l’assegno di mantenimento o gli obblighi morali e materiali tra coniugi.
Non solo: gli accordi che riguardano figli minori saranno sempre sottoposti a verifica nell’interesse dei minori stessi.
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