Video Almasri in cui picchia un uomo a Tripoli, polemiche dall'opposizione: dubbi e cosa c'è di vero nel video
Il video di una presunta aggressione in Libia è stato attribuito ad Almasri, rimpatriato dall’Italia. Si riaccende il caso: bufera sul governo
Un video diffuso dall’agenzia libica Almasdar mostra un uomo che picchia brutalmente un passante a Tripoli: secondo più fonti si tratterebbe di Osama Njeem Almasri, capo della polizia giudiziaria libica accusato dalla Corte penale internazionale di crimini di guerra e rimpatriato dall’Italia. Il filmato è autentico, ma non attuale.
- Il video diffuso da Almasdar
- Chi c’è nel video e quando è stato girato
- Le ricadute politiche in Italia
Il video diffuso da Almasdar
Giovedì sera l’agenzia di stampa libica Almasdar ha diffuso un video che mostra un uomo in tunica bianca mentre aggredisce brutalmente un’altra persona in strada. Nelle immagini si vedono calci, pugni e trascinamenti a terra, fino a macchie di sangue sull’asfalto.
Secondo Almasdar, l’aggressore sarebbe Njeem Osama Almasri, capo della polizia giudiziaria libica accusato dalla Corte penale internazionale (Cpi) di crimini di guerra, arrestato a gennaio a Torino e poi rimpatriato dal governo italiano.
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Il video è stato ripreso da vari media libici e diffuso anche da ong come Refugees in Libya, che lo hanno definito una prova delle violenze di Almasri. Le versioni però non coincidono: se Almasdar parla di un omicidio, altre fonti parlano di un pestaggio. In Italia, diversi giornali lo hanno rilanciato inizialmente senza verifiche, alimentando l’idea che Almasri fosse tornato a uccidere per le strade di Tripoli.
Chi c’è nel video e quando è stato girato
All’inizio non era chiaro se l’uomo ripreso fosse davvero Almasri: il volto si intravede solo per pochi secondi. Ma nelle ultime ore gli apparati di sicurezza italiani hanno confermato che si tratta effettivamente di lui. C’è però un dettaglio decisivo: secondo fonti della milizia Rada, a cui Almasri appartiene, le immagini non sarebbero recenti ma risalirebbero al 2021 o al 2022.
La versione fornita da Rada parla di una lite scoppiata vicino a casa sua: Almasri avrebbe chiesto a un automobilista di spostare un mezzo parcheggiato male, l’altro avrebbe estratto una pistola e da lì la reazione violenta. Sempre secondo questa ricostruzione, l’uomo aggredito non avrebbe riportato lesioni gravi ed era stato persino denunciato.
In sostanza, il video è autentico e mostra una violenza reale, ma non prova nuove aggressioni successive al rimpatrio dall’Italia.
Le ricadute politiche in Italia
La vicenda ha immediatamente riacceso lo scontro politico. Le opposizioni hanno accusato il governo Meloni di aver liberato un criminale di guerra e di aver ignorato il mandato d’arresto della Cpi. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto: “Il governo italiano deve rispondere a una semplice domanda: perché lo ha liberato?”.
Ricordiamo che il Tribunale dei ministri ha aperto un’inchiesta mettendo sotto indagine il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano, accusandoli di aver favorito l’espulsione di Almasri invece della consegna alla Corte internazionale.
Nel frattempo, il governo ha fornito versioni diverse e contraddittorie: prima lo scaricabarile sulla magistratura italiana, poi l’accusa alla Corte penale per un presunto “atto nullo”, infine la giustificazione di una richiesta di estradizione libica. Versioni che, secondo l’inchiesta, non reggono.
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