Villa Pamphili, il profilo di Francis Kaufmann secondo la criminologa Bruzzone: il dettaglio dell'avvocato
Roberta Bruzzone ha estrapolato dalla scelta di Francis Kaufmann di rinunciare alla difesa in tribunale un'analisi della personalità
Il principale accusato nell’omicidio di Villa Pamphili, Francis Kaufmann, ha chiesto di potersi difendere da solo nel processo in cui sarà imputato. In Italia però, non è previsto che una persona possa rinunciare all’avvocato. Roberta Bruzzone ha analizzato questa scelta, trovandoci segni di “delirio narcisistico”.
- Kaufmann rinuncia alla difesa nel processo
- Le conclusioni di Roberta Bruzzone
- Il processo sul caso Villa Pamphili
Kaufmann rinuncia alla difesa nel processo
Francis Kaufmann, il regista americano accusato dell’omicidio di Villa Pamphili, a Roma, ha chiesto di potersi difendere da solo nel processo che lo vedrà imputato. Negli Stati Uniti questa pratica è legale ed è garantita come diritto dal sesto emendamento della Costituzione.
In Italia invece non è prevista dal codice penale. Nel nostro ordinamento, se non si vuole scegliere un rappresentante legale, sarà il tribunale ad assegnarne all’imputato uno d’ufficio.
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È successo questo anche nel caso di Kaufmann. L’uomo continua inoltre a mostrare intemperanze in carcere, protestando e lamentandosi.
Le conclusioni di Roberta Bruzzone
In un lungo post sul proprio profilo Facebook, Roberta Bruzzone, ex consulente della famiglia Misseri nel caso di Avetrana, ha estrapolato da questa decisione di Kaufmann alcuni supposti dettagli della sua personalità. Scrive Bruzzone:
La scelta di difendersi da solo come possibile manifestazione di delirio narcisistico. Non è una difesa, è una performance. E come tutte le performance dei soggetti disturbati, è finalizzata a distorcere, confondere e sedurre.
Il processo sul caso Villa Pamphili
Nel processo per l’omicidio di Villa Pamphili, Francis Kaufmann è accusato dell’omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della loro figlia Andromeda, di 11 mesi, e dell’occultamento del cadavere di entrambe.
L’uomo, regista statunitense, si è sempre dichiarato innocente. È stato arrestato in Grecia, diversi giorni dopo il ritrovamento dei corpi della ragazza e della neonata, proprio nel parco adiacente alla sede di rappresentanza del governo italiano.
Fin dall’arresto ha mostrato diverse intemperanze, scagliandosi prima contro la polizia greca e poi, una volta estradato nel nostro Paese, contro quella italiana.
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