Vincenza Rando senatrice del Pd si commuove in Aula parlando di Niscemi: "Sono nata lì, Meloni è scappata"

Al Senato Vincenza Rando si commuove per la frana di Niscemi e attacca il governo: “Mancata prevenzione”. Musumeci aggiorna sulla frana

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Vincenza Rando, senatrice del PD, interviene in aula al Senato dopo l’informativa del ministro Nello Musumeci sulla frana di Niscemi e sul disinteresse politico, in particolare quello mostrato da Giorgia Meloni. La commozione nelle prime battute, quando ricorda: “Sono nata a Niscemi e conosco tutto della mia città”. Poi punta il dito contro il governo che corre in Emilia-Romagna, ma ignora il dramma della Sicilia e la mancata prevenzione in una regione dove si conoscevano i rischi idrogeologici.

Commossa in aula per Niscemi

“Sono cresciuta e vissuta a Niscemi e sono stata vicesindaca a Niscemi”, ricorda Vincenza Rando, senatrice del Partito Democratico. Inizia così il suo intervento dopo l’informativa del ministro Nello Musumeci. Poi la commozione, ricordando la città, le piazze, le scuole e i cittadini a cui manda un abbraccio. “Non sarete mai abbandonati”, dice.

Poi l’attacco a Giorgia Meloni, che Rando ricorda aver sorvolato la frana per poi sottrarsi al confronto con la popolazione. “Forse la presidente del Consiglio conosce le piazzate”, dice. E poi difende i suoi concittadini, descritti come dignitosi: “Avevano bisogno di parole di speranza e impegno, invece la presidente è scappata via“.

Vincenza Rando al SenatoANSA

Le responsabilità si devono assumere fino in fondo, prosegue, e si deve “spiegare perché non si fa prevenzione”, dice. E anche perché si ignorano o non si riconoscono i cambiamenti climatici e perché i fondi per il dissesto idrogeologico sono stati tagliati.

Chi è Vincenza Rando

Vincenza “Enza” Rando è nata a Niscemi, Comune siciliano di circa trentamila abitanti in provincia di Caltanissetta, coinvolto da un’enorme frana dopo il passaggio del ciclone Harry.

Rando ha studiato giurisprudenza e ha conseguito la laurea all’Università di Palermo, lavorando come avvocata dopo il trasferimento a Modena nel 2002. Da sempre vicina alla lotta alla mafia, tanto da dedicare la propria tesi ai beni confiscati alla criminalità.

Nel 1994, prima di trasferirsi a Modena, è stata vicesindaca del Comune di Niscemi con delega alla pubblica istruzione. Ha portato avanti una battaglia per rendere fruibili edifici scolastici mai finiti di costruire, organizzandovi all’interno una serie di attività. L’esperienza del presidio per la scuola portò l’associazione Libera a organizzare a Niscemi la seconda Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, nel 1997.

Si allarga ancora la frana

Nel frattempo la frana di Niscemi continua ad allargarsi. Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, proprio nell’informativa al Senato ha dichiarato che ormai la frana ha raggiunto una larghezza di 4 chilometri. Prosegue il movimento franoso, tanto che ormai la scarpata della frana ha raggiunto un dislivello di alcune decine di metri.

Questa tipologia di frana, come dicono gli esperti, ha una tendenza a retrocedere. Questo significa che il ciglio della scarpata tende a propagarsi verso monte, nel caso di Niscemi verso il centro storico, in direzione del centro abitato. Un meccanismo documentato negli eventi storici e, quindi, è possibile ipotizzare, dicono gli esperti, un ulteriore arretramento del ciglio della scarpata ancora per decine di metri.

Maggiori difficoltà sono previste soprattutto in caso di nuove piogge abbondanti, con un’evoluzione della frana che potrebbe coinvolgere ulteriori edifici nella prossimità del margine, decisamente instabile. Il problema è che, allo stato attuale, non è stata data una soluzione alle famiglie costrette ad abbandonare le loro case e alle attività costrette a chiudere. Musumeci rimanda alle autorità comunali, che dovrebbero avanzare una proposta risolutiva.

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