Virus West Nile, 145 casi e 12 morti in Italia: Schillaci invia esperti a Caserta e Latina, cosa dovranno fare

Sono 145 i casi confermati di West Nile in Italia, 12 morti. Lazio e Campania le regioni più colpite. Schillaci: “Situazione sotto controllo”

Il virus West Nile continua a tenere in apprensione l’Italia con 145 casi confermati: il dato è stato riferito il 5 agosto dal Ministro della Salute Orazio Schillaci in un’informativa in Senato. Di questi, 59 presentano una forma neuroinvasiva, la più grave, mentre gli altri si suddividono tra 75 casi di febbre, 10 asintomatici tra donatori di sangue e un altro caso anch’esso asintomatico. I decessi sono 12.

Virus West Nile, i morti sono 12

Le regioni più colpite sono il Lazio e la Campania, che da sole concentrano oltre il 70% dei contagi. I decessi finora notificati sono 12: 7 in Campania, 4 nel Lazio e uno in Piemonte.

Come riporta ANSA, nonostante questi numeri il Ministero ha ribadito che la situazione è sotto controllo e viene monitorata costantemente dagli organi competenti, in coordinamento con l’Istituto Superiore di Sanità.

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Il virus West Nile ha provocato 12 morti

Come si trasmette il virus

Il West Nile è una malattia trasmessa principalmente dalle zanzare, in particolare durante i mesi estivi.

Il virus colpisce soprattutto gli uccelli, che fungono da serbatoio naturale, ma può essere trasmesso all’uomo attraverso la puntura di zanzare infette.

L’infezione spesso è asintomatica o causa sintomi lievi, simili a un’influenza. In circa 1 caso su 150, però, può evolvere in forme più gravi come meningite o encefalite, soprattutto nei soggetti anziani o con sistema immunitario compromesso.

Allarme in 10 regioni

Dal 2008, anno dei primi casi autoctoni in Emilia-Romagna, il virus ha mostrato una diffusione crescente e ormai stabile durante l’estate.

Secondo i dati ufficiali, sono 37 le province coinvolte nel 2025, distribuite in 10 regioni italiane, tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Puglia e Abruzzo.

Un confronto con gli anni passati aiuta a contestualizzare meglio i dati attuali. Nel 2022, i casi totali furono 728, con 51 morti. Nel 2018, furono 618, con 49 decessi.

Nonostante i numeri più alti, in quegli anni l’attenzione mediatica fu molto inferiore rispetto a oggi. Il Ministero invita dunque a evitare allarmismi, pur mantenendo alta la soglia di attenzione.

Il ministro invia gli esperti a Latina e Caserta

A livello operativo, una delegazione di esperti sarà inviata a Latina e Caserta il 12 agosto, per affiancare le autorità locali nelle misure di contenimento e prevenzione.

L’obiettivo è quello di rafforzare la sorveglianza e limitare la diffusione del virus, soprattutto nelle aree più a rischio.

La prevenzione resta l’arma più efficace: evitare il ristagno d’acqua, proteggersi dalle punture di zanzare, e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie sono comportamenti fondamentali per limitare i contagi durante il picco estivo.

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