Vittorio Sgarbi da Bruno Vespa parla della richiesta della figlia Evelina "fuori misura e fuori logica"

Vittorio Sgarbi da Vespa definisce "fuori misura" la richiesta della figlia Evelina per un amministratore di sostegno e parla della sua fragilità

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Vittorio Sgarbi, ospite di Bruno Vespa a “Cinque Minuti”, è apparso provato e affaticato mentre commentava la richiesta avanzata dalla figlia Evelina di nominare un amministratore di sostegno per il padre. Il critico d’arte ha definito l’iniziativa “fuori misura e fuori logica”, spiegando che sarebbe nata da un bisogno di attenzione più che da un reale problema di salute.

Vittorio Sgarbi torna in tv da Bruno Vespa

Nella puntata di “Cinque Minuti” su Rai1 dell’11 novembre, Vittorio Sgarbi ha affrontato le vicende familiari che negli ultimi mesi hanno acceso polemiche e ricorsi giudiziari.

Vespa gli ha chiesto un commento sulla decisione di Evelina, convinta che il padre abbia bisogno di un amministratore di sostegno.

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Vittorio Sgarbi con la figlia Evelina

Sgarbi, apparso visibilmente stanco, ha spiegato che quella richiesta gli è sembrata “fuori misura e fuori logica“, una scelta che, a suo avviso, deriverebbe dal desiderio della figlia di colmare anni di distanza affettiva.

Il commento sulla richiesta della figlia Evelina

Sgarbi ha parlato a voce più bassa del solito, dicendo che la richiesta sarebbe nata dal tentativo di Evelina di ottenere un’attenzione mai arrivata prima.

Secondo il critico, la figlia avrebbe letto la sua recente fragilità come un segnale di instabilità, costruendo un racconto in cui lui sarebbe un uomo incapace di badare a se stesso.

Sgarbi ha aggiunto: “Capisco il suo intento, ma resta qualcosa fuori luogo”, sottolineando che quella scelta lo avrebbe ferito soprattutto sul piano umano.

Quando Vespa gli ha chiesto come stia oggi, dopo il ricovero al Gemelli per una forte depressione, Sgarbi ha risposto di stare “bene”.

Ha definito quel periodo un percorso necessario per rivedere ciò che aveva dentro e ciò che aveva attorno.

Il nuovo libro, “Il cielo più vicino”, nasce proprio da quella fase: un lavoro in cui mette insieme arte, natura e un’indagine sulle proprie fragilità.

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La “macchina del fango” contro Evelina

Intanto alla trasmissione “La Volta Buona” su Rai1, l’avvocato Lorenzo Iacobbi, legale di Evelina, ha spiegato che la figlia non avrebbe mai chiesto un tutore – cosa che avrebbe comportato l’interdizione – ma un semplice amministratore di sostegno, un aiuto temporaneo nella gestione della persona e delle risorse, nell’esclusivo interesse del padre.

L’avvocato ha poi annunciato una querela da parte di Barbara Hary, madre di Evelina, contro chi avrebbe diffuso informazioni ritenute false e lesive dell’onorabilità della famiglia.

Secondo la difesa, sarebbe partita una “macchina del fango” culminata anche in un episodio di violenza fisica nell’udienza del 28 ottobre.

vittorio-sgarbi-figlia-evelina IPA/Facebook Manuela Lorenzetti