Viviana Parisi morta col figlio Gioele, il marito non crede al suicidio della dj: il dettaglio dei denti rosa

Richiesta la riapertura del caso di Viviana Parisi e del figlio Gioele, archiviato per suicidio-omicidio: richiamata l'attenzione sui "denti rosa"

Daniele Mondello chiede la riapertura del caso sulla morte della moglie Viviana Parisi e del figlio Gioele. Nuovi possibili risvolti sul mistero della dj siciliana e del bimbo di 4 anni scomparsi nell’agosto di cinque anni fa a Caronia, in provincia di Messina, i cui resti sono stati trovati a distanza di alcuni giorni nelle campagne che costeggiano l’autostrada.

Il caso di Viviana Parisi e del figlio Gioele

Viviana Parisi e il figlio Gioele escono di casa a Venatico, nel Messinese, nella mattina di lunedì 3 agosto. La donna dice al marito di andare a un centro commerciale a Milazzo, ma aveva imboccato l’A20 in direzione opposta, verso Palermo, prima di fermarsi in seguito a un incidente con un furgone di operai al lavoro in autostrada.

Qualche metro dopo, la 41enne abbandona l’auto con dentro gli effetti personali e si allontana insieme al figlio. Il corpo della donna verrà trovato dopo alcuni giorni di ricerche nelle campagne di Caronia, ai piedi di un traliccio dell’alta tensione, con segni di fratture multiple e di morsi di animali. Il 3 settembre saranno trovati dei resti ossei e di una maglietta attribuiti al piccolo Gioele.

Il suicidio

A novembre 2021 il gip tribunale di Patti archivia il caso su richiesta della procura: secondo i pm la dj avrebbe ucciso il figlio e si sarebbe suicidata, una tesi che sarebbe stata supportata anche dai problemi psicologici che la donna stava curando con un farmaco.

Il marito Daniele Mondello ha sempre respinto il suicidio-omicidio e il criminologo Carmelo Lavorino, consulente dei legali della famiglia, ha affermato come le indagini fossero state chiuse sulla base di "ipotesi campate sul nulla".

Il dettaglio dei denti rosa

Come riportato dalla trasmissione Quarto Grado, il marito ha chiesto tramite i suoi avvocati la riapertura del caso, contestando l’archiviazione.

I consulenti della famiglia sostengono che mamma e figlio possano essere stati uccisi, portando all’attenzione degli inquirenti un elemento che farebbe pensare alla morte per annegamento: il colore rosa riscontrato sui denti della 41enne e che spesso è legato ai casi di omicidi per affogamento.

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