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BUONO A SAPERSI 05 NOVEMBRE 2022

Attivisti contro opere d'arte, è successo anche in Italia: cosa rischiano ora

A finire sotto attacco dell’ennesimo gruppo di attivisti contro opere d’arte è stata una mostra di Van Gogh a Roma.

Il dipinto “Il seminatore al tramonto”, esposto a Palazzo Bonaparte a Roma, è stata imbrattato con una zuppa. Per fortuna, però, la tela era protetta da un vetro.

Chi sono i giovani attivisti che continuano a danneggiare le opere d’arte e perché lo fanno

Responsabili dell’accaduto sono tre attivisti di Ultima generazione, un movimento ambientalista che fa capo a “Extinction Rebellion”, già autore di altre azioni del genere in musei all’estero.

L’azione è volta a sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto all’urgenza di interventi mirati per interrompere il cambiamento climatico in atto sul nostro pianeta. L’inquinamento, infatti, è il maggiore responsabile del surriscaldamento globale, che sta provocando ingenti danni all’ecosistema di tutto il mondo.

Sul merito delle proteste, però, ci si divide. Fra coloro che condannano le modalità con cui si agisce ai danni di opere d’arte di estremo valore, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano che ha affermato: “Attaccare l’arte è un atto ignobile che va fermamente condannato. La cultura, che è alla base della nostra identità, va difesa e protetta, non certo utilizzata come megafono per altre forme di protesta. Peraltro il nostro patrimonio culturale va tutelato proprio dalle conseguenze del cambiamento climatico”.

Cosa rischiano le attiviste che hanno imbrattato la tela di Van Gogh in Italia

Gli attivisti contro le opere d’arte rischiano l’arresto e un’ingente sanzione. A stabilirlo è l’articolo 733 del codice penale: “Chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento o un’altra cosa propria di cui gli sia noto il rilevante pregio, è punito, se dal fatto deriva un nocumento al patrimonio archeologico, storico, o artistico nazionale, con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda non inferiore a euro 2.065. Può essere ordinata la confisca della cosa deteriorata o comunque danneggiata”.

In questo caso il concetto di proprietario si estende anche al possessore e al detentore. In sostanza a risponderne è colui che ha la disponibilità del bene culturale a vario titolo, sia in caso di dolo che di colpa.

Inoltre la legge sui reati contro il patrimonio culturale, che ha ottenuto il via libera definitivo della Camera a marzo 2022, inasprisce le pene per chi danneggia i monumenti, le opere d’arte o le bellezze naturali in Italia.

Nel caso di distruzione, deterioramento, dispersione, deturpamento, imbrattamento e uso illecito di beni culturali o paesaggistici si rischia la reclusione da due a cinque anni e una multa da 2500 a 15mila euro.

Chi, invece, deturpa, imbratta o fa di tali beni un uso incompatibile con il loro valore storico e artistico, o ne pregiudica la conservazione, viene punito con il carcere – da sei mesi a tre anni – e con una multa da 1500 a 10mila euro.

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