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CURIOSITÀ 10 NOVEMBRE 2025

Scoperta una mega colonia di ragni in una grotta di zolfo

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Editor e videomaker

Content writer, video editor e fotografa, ho conseguito un master in Digital & Social Media Marketing. Negli anni ho sviluppato competenze nella creazione di contenuti digitali, integrando creatività e abilità tecniche in diversi progetti online e adattando i contenuti alle diverse piattaforme.

Nel cuore della Valle di Sarandaporo, al confine tra Albania e Grecia, un gruppo di ricercatori ha fatto una scoperta che ha lasciato sbalorditi gli esperti di biologia e speleologia: una colonia di ragni gigantesca, composta da oltre centomila esemplari, che vive e prospera all’interno di una grotta satura di zolfo. È la prima volta che un fenomeno simile viene documentato nel mondo naturale, e la sua portata sta cambiando il modo in cui comprendiamo l’adattamento della vita in ambienti estremi.

La grotta, chiamata Sulfur Cave, si trova in un’area sotterranea dove l’aria è impregnata di idrogeno solforato e l’acqua scorre costantemente a 26 gradi, mantenendo un ecosistema stabile ma letale per la maggior parte delle forme di vita. Eppure, in questa oscurità tossica, due specie di ragni hanno dato vita a qualcosa di mai osservato prima: una società cooperativa di predatori, capace di costruire un’enorme rete condivisa, grande come un appartamento di cento metri quadrati.

Due specie che sfidano le leggi della natura

I protagonisti di questa colonia appartengono a specie ben note: Tegenaria domestica, il comune ragno dei nostri scantinati, e Prinerigone vagans, una specie più piccola ma estremamente adattabile. Entrambe sono diffuse in Europa e non sono note per comportamenti sociali. Al contrario, i ragni sono animali solitari per natura, territoriali e spesso cannibali.

Gli scienziati hanno contato circa 69mila individui di Tegenaria domestica e oltre 42mila di Prinerigone vagans, tutti impegnati nella costruzione e manutenzione di una rete coloniale condivisa, una struttura composta da decine di migliaia di piccole tele-funnel intrecciate fra loro. È la prima volta che si osserva un comportamento di questo tipo in queste specie, e secondo i ricercatori, la chiave del mistero risiede nelle condizioni ecologiche uniche della grotta.

Anche in natura, in contesti molto diversi, si sono verificati episodi di comportamento collettivo tra ragni, come documentato nell’incredibile invasione di ragni che coprono i terreni con le loro ragnatele.

Un ecosistema che si nutre di zolfo

Nella Sulfur Cave la vita non dipende dalla luce solare ma da processi chimici: batteri solfossidanti che convertono l’idrogeno solforato in energia, formando una base alimentare per larve e insetti che vivono nelle acque e sui muri della grotta. Questi piccoli organismi, in particolare i moscerini chironomidi, diventano poi il principale nutrimento dei ragni. Gli esperti hanno scoperto che la rete trofica dell’intera colonia si fonda su un ciclo chiuso di vita sotterranea, sostenuto dalla chimica dello zolfo. Si tratta, in sostanza, di un ecosistema che si autosostiene al buio, indipendente dal mondo di superficie.

Ragni che evolvono insieme

L’analisi genetica condotta su decine di esemplari ha mostrato che le popolazioni di Tegenaria domestica e Prinerigone vagans della Sulfur Cave sono geneticamente distinte da quelle di superficie. In altre parole, i ragni che vivono in questa grotta hanno seguito un percorso evolutivo separato, spinti dalle condizioni estreme dell’ambiente sotterraneo.

Non solo: i ricercatori hanno osservato differenze nel microbioma interno dei ragni. Le popolazioni della grotta presentano una diversità batterica molto più bassa rispetto a quelle esterne, segno di un adattamento a un habitat stabile ma povero di risorse biologiche. Anche la riproduzione segue un ritmo diverso: le femmine depongono uova in modo stagionale, con covate più numerose all’inizio dell’estate e più ridotte nei mesi freddi.

Un laboratorio naturale di evoluzione

Gli studiosi definiscono la Sulfur Cave un vero laboratorio vivente di adattamento e cooperazione. È raro, infatti, che animali solitari come i ragni sviluppino comportamenti collettivi. Qui, la disponibilità costante di prede e le condizioni ambientali stabili hanno spinto due specie a un’inedita forma di colonialità facoltativa: un compromesso tra sopravvivenza e cooperazione. Secondo gli autori dello studio, la scoperta fornisce nuove chiavi di lettura su come la vita possa evolversi in ambienti alieni o ostili, come quelli di altri pianeti o lune ricche di composti chimici simili.

E se la colonia della Sulfur Cave rappresenta l’aspetto più sorprendente della cooperazione tra ragni, il loro lato più temuto resta il morso: ecco il morso del ragno fatale e cosa fare per riconoscerlo e salvarsi.

Scoperta una mega colonia di ragni in una grotta di zolfo
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