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CURIOSITÀ 10 NOVEMBRE 2025

Cometa Atlas, il passaggio e la verità sulle teorie aliene

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Editor e videomaker

Content writer, video editor e fotografa, ho conseguito un master in Digital & Social Media Marketing. Negli anni ho sviluppato competenze nella creazione di contenuti digitali, integrando creatività e abilità tecniche in diversi progetti online e adattando i contenuti alle diverse piattaforme.

Una cometa proveniente da un altro sistema stellare sta attraversando il nostro cielo accendendo inevitabilmente la curiosità non solo negli scienziati ma anche nella mente di appassionati, sognatori e… complottisti. 3I/Atlas è la terza cometa interstellare osservata nel nostro Sistema solare e il suo passaggio immortalato dalle sonde sta generando un’ondata di teorie, alcune affascinanti, altre ai limiti della fantascienza. Cosa c’è davvero dietro il mistero della “cometa degli alieni”?

3I/Atlas è un “viaggiatore interstellare”

La cometa 3I/Atlas è stata scoperta nel luglio 2025 e, come accaduto per gli oggetti interstellari ‘Oumuamua e Borisov, la sua traiettoria anomala ha dimostrato che non proviene dal nostro sistema. In altre parole, si tratta di un corpo celeste in viaggio da chissà quanti millenni, proveniente da un’altra stella.

Ciò che la rende unica è la sua composizione ricca di nichel e le sue dimensioni imponenti, paragonabili all’isola di Manhattan. Dati che hanno alimentato un fascino immediato: come può un oggetto così massiccio viaggiare indisturbato nello spazio interstellare? E soprattutto, perché mostra comportamenti tanto insoliti?

Le immagini dalla Cina e il silenzio (apparente) della NASA

A riaccendere il dibattito ci hanno pensato le immagini diffuse dalla sonda cinese Tianwen-1, impegnata in orbita attorno a Marte. Le fotografie mostrano la cometa in tutta la sua luminosità, con code multiple che sembravano muoversi in direzioni diverse.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, la NASA (impegnata a cercare nuovi pianeti abitabili) è bloccata dallo shutdown governativo e non ha potuto pubblicare subito le proprie immagini catturate dal Mars Reconnaissance Orbiter. L’attesa ha creato terreno fertile per l’immaginazione del web: gruppi online, influencer e politici hanno iniziato a chiedere “trasparenza”, insinuando che ci fosse qualcosa da nascondere.

La teoria di Avi Loeb: “Potrebbe essere una tecnologia aliena”

Il principale responsabile del clamore è stato l’astrofisico Avi Loeb, docente ad Harvard, già noto per aver avanzato la stessa ipotesi su ‘Oumuamua nel 2017. Secondo Loeb, le code multiple di 3I/Atlas non sarebbero semplici scie di gas in evaporazione, ma getti di propulsori, come quelli che una nave spaziale potrebbe usare per manovrare nello spazio profondo.

Sul suo blog, Loeb ha pubblicato analisi e simulazioni, sostenendo che la cometa presenta una traiettoria “attiva” e variazioni di luminosità incompatibili con i modelli classici. Il suo pubblico è esploso: migliaia di lettori, un seguito crescente sui social e persino l’attenzione di figure come Elon Musk (che non smette di lanciare le sue “profezie”) e Kim Kardashian, che hanno “scherzato” sull’eventualità di un contatto con civiltà extraterrestri.

Cosa dice la scienza (e perché non ci sono alieni)

Gli esperti della comunità astronomica internazionale, però, sono compatti: nonostante le sue anomalie, 3I/Atlas è una cometa naturale. Le sue code multiple si spiegano facilmente con il recente passaggio al perielio, cioè il punto di massima vicinanza al Sole, avvenuto il 29 ottobre.

In quella fase, il calore solare provoca la sublimazione del ghiaccio superficiale, cioè il passaggio diretto da solido a gas, creando getti in più direzioni e la tipica chioma luminosa. Le immagini a colori scattate dagli astrofili mostrano infatti tracce coerenti con materiali come ghiaccio d’acqua, polveri e silicati, non con emissioni artificiali.

L’ex capo ad interim della NASA, Sean Duffy, ha commentato su X che non esistono minacce per la Terra né prove di tecnologia aliena, ricordando che la fisica spiega già tutto: “È affascinante, ma resta una cometa. Non un’astronave”.

Nel giro di poche settimane, 3I/Atlas è diventata una vera star del web: meme, dirette Twitch di osservatori amatoriali, articoli virali e video TikTok l’hanno trasformata in una supertar. Il fascino del mistero, unito all’idea di un messaggero venuto da un altro sistema, ha creato una perfetta tempesta mediatica.

In realtà, il suo passaggio rappresenta un’occasione scientifica irripetibile: studiare un corpo celeste di provenienza esterna al Sistema solare significa capire meglio come nascono i pianeti e le comete nelle altre regioni della galassia.

Le parole di Avi Loeb hanno infiammato il dibattito, ma la scienza torna a farci mettere i piedi per terra. 3I/Atlas non nasconde propulsori né messaggi extraterrestri, ma è comunque un visitatore eccezionale, un testimone del viaggio della materia da un sistema solare all’altro.

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