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BUONO A SAPERSI 30 SETTEMBRE 2026

Covid, casi in aumento: “Epidemia in ripresa”, cosa dicono i dati

Marta Ruggiero

Marta Ruggiero

Giornalista e videomaker

Giornalista, videomaker, copywriter e content creator. Mi occupo di attualità, economia, politica, intrattenimento, costume e società. In passato ho lavorato in ambito televisivo. Osservo e racconto storie: penna e videocamera sono le mie fedeli compagne di viaggio.

Il Covid torna a mostrare segnali di crescita in diversi Paesi. L’aumento dei casi non riguarda una singola area geografica, ma viene osservato in Europa, negli Stati Uniti e in Asia. L’epidemiologo Antoine Flahault, dell’Università Paris-Cité, intervistato da Paris Match, parla di un fenomeno globale di ripresa dell’epidemia, simile a quello già osservato nello stesso periodo degli anni precedenti.

Uno dei segnali più evidenti arriva dalla Francia. Secondo gli ultimi dati di Santé publique France del 23 settembre, nella settimana dal 14 al 20 settembre le visite dai medici di base per Covid-19 sono aumentate del 76% rispetto alla settimana precedente, interessando tutte le fasce d’età. Crescono inoltre altri indicatori, compresi gli accessi al pronto soccorso.

L’allarme dell’Oms: attenzione alle persone più vulnerabili

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità conferma che SARS-CoV-2 continua a circolare a livello globale. Nell’ultima valutazione del rischio pubblicata ad agosto 2026, l’Oms definisce il rischio per la salute pubblica globale ancora moderato, sottolineando però che il virus conserva la capacità di provocare forme gravi e decessi, soprattutto tra le persone più vulnerabili.

L’European Centre for Disease Prevention and Control continua a monitorare l’andamento attraverso la sorveglianza integrata dei virus respiratori. L’agenzia segnala che le varianti attualmente circolanti non mostrano evidenze di una maggiore gravità rispetto alle precedenti.

Tra quelle sotto monitoraggio c’è NB.1.8.1, una sottovariante di Omicron. Secondo l’Ecdc non ci sono evidenze che sia associata a una maggiore gravità della malattia. La sua presenza, quindi, non significa automaticamente che le nuove infezioni siano più pericolose.

L’aumento dei casi può essere legato a diversi fattori. Tra questi ci sono la progressiva riduzione dell’immunità nel tempo, le reinfezioni e la capacità delle nuove sottovarianti di eludere in parte le difese immunitarie. Anche la maggiore circolazione dei virus respiratori con l’arrivo dell’autunno può favorire una ripresa delle infezioni.

Quali sono i sintomi del Covid oggi?

I sintomi del Covid possono essere molto variabili e, nella maggior parte dei casi, non sono facilmente distinguibili da quelli di altre infezioni respiratorie. L’Oms indica tra i sintomi più comuni:

  • febbre;
  • brividi;
  • mal di gola;
  • tosse;
  • naso chiuso o che cola;
  • stanchezza;
  • mal di testa;
  • dolori muscolari;
  • nausea;
  • vomito;
  • diarrea.

La perdita o l’alterazione del gusto e dell’olfatto possono ancora verificarsi, anche se non rappresenta nonecessariamente il quadro tipico di ogni infezione. Nei casi più seri possono comparire difficoltà respiratorie e dolore o pressione persistente al petto: in presenza di questi segnali è necessario rivolgersi tempestivamente a un medico.

Particolare attenzione resta necessaria per anziani, persone immunodepresse e soggetti con patologie croniche, categorie che presentano un rischio maggiore di sviluppare forme severe.

Chi ha il Covid oggi cosa deve fare?

Nonostante i casi di Covid in aumento e il rischio epidemia, in Italia la positività al SARS-CoV-2 non comporta più l’obbligo di isolamento. Tuttavia sarebbe bene adottare precauzioni per ridurre la trasmissione: indossare una mascherina quando si entra in contatto con persone fragili e prestare attenzione all’igiene delle mani. In presenza di sintomi è consigliato rimanere a casa fino alla loro conclusione.

Chi appartiene a categorie a rischio, chi presenta sintomi persistenti o un peggioramento delle condizioni dovrebbe contattare il medico curante. In caso di difficoltà respiratoria importante o altri sintomi gravi è invece necessario ricorrere all’assistenza sanitaria urgente.

Il quadro attuale, dunque, non indica un ritorno alla situazione emergenziale degli anni della pandemia, ma conferma che il SARS-CoV-2 continua a essere un virus circolante. I dati internazionali mostrano una ripresa stagionale dei contagi che richiede soprattutto attenzione verso le persone più vulnerabili e un monitoraggio costante dell’evoluzione epidemiologica.

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