Tre morti, diversi casi gravi e un focolaio che ha sorpreso gli stessi esperti. È questo il bilancio preliminare dell’epidemia di Hantavirus segnalata a bordo della nave da crociera MV Hondius, impegnata in un viaggio dall’Argentina verso Capo Verde. Tra i passeggeri colpiti, un cittadino britannico è stato ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg, mentre altri membri dell’equipaggio risultano ancora in condizioni critiche.
A colpire gli epidemiologi è soprattutto il contesto: una nave da crociera non rappresenta un ambiente tipico per la diffusione di questo tipo di virus. Proprio per questo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avviato indagini approfondite per chiarire l’origine del contagio e verificare eventuali fattori di rischio lungo l’itinerario.
Cos’è l’Hantavirus e perché preoccupa
Con il termine Hantavirus si indica un gruppo di virus trasmessi all’uomo principalmente dai roditori. Si tratta di diverse varianti diffuse in varie aree del mondo, ciascuna associata a determinate specie animali.
Secondo il ministero della Salute, la trasmissione avviene soprattutto attraverso l’inalazione di particelle contaminate presenti nell’aria. Urina, saliva ed escrementi dei roditori infetti, una volta essiccati, possono disperdersi sotto forma di polvere invisibile. È proprio questa modalità a rendere il contagio subdolo, perché non richiede un contatto diretto. Più raramente, il virus può essere trasmesso tramite morsi o graffi. Non esiste invece evidenza di trasmissione da persona a persona nelle varianti europee, un elemento che distingue l’Hantavirus da molte altre infezioni virali.
I sintomi: da febbre a complicazioni gravi
Le infezioni da Hantavirus possono manifestarsi in modo molto diverso, da forme lievi fino a quadri clinici severi. Nella fase iniziale, i sintomi sono spesso aspecifici: febbre, affaticamento e dolori muscolari. Possono comparire anche mal di testa, brividi, vertigini e disturbi gastrointestinali. Il quadro si complica quando il virus colpisce organi vitali. Esistono infatti due principali sindromi associate:
- Sindrome polmonare da Hantavirus (HPS): coinvolge i polmoni e può evolvere rapidamente in insufficienza respiratoria. Nei casi più gravi, il tasso di mortalità può raggiungere circa il 38%.
- Febbre emorragica con sindrome renale (HFRS): colpisce i reni e può provocare emorragie interne, ipotensione e insufficienza renale acuta.
Entrambe le condizioni richiedono intervento medico immediato. Non esiste una cura specifica definitiva: il trattamento è principalmente di supporto, con monitoraggio intensivo delle funzioni vitali.
Come si contrae e perché il caso della nave è anomalo
L’infezione è generalmente legata a contesti specifici: ambienti rurali, luoghi infestati da roditori o spazi chiusi e polverosi dove sono presenti tracce degli animali. Per questo motivo, i gruppi più esposti sono spesso agricoltori, lavoratori forestali o persone che operano in contesti naturali. Una nave da crociera, per definizione, non rientra tra gli ambienti tipici di esposizione. Secondo diversi epidemiologi, tra cui il professor Michael Baker, è probabile che i passeggeri siano stati contagiati prima dell’imbarco. Il periodo di incubazione dell’Hantavirus può infatti arrivare fino a diverse settimane, rendendo difficile individuare con precisione il momento del contagio.
Una volta a bordo, però, la situazione può aggravarsi rapidamente. Gli spazi chiusi, la distanza dagli ospedali e la complessità logistica tipica di una nave da crociera rendono più difficile intervenire tempestivamente. Non a caso, gli esperti sottolineano che una nave come la MV Hondius rappresenta uno degli scenari peggiori in cui affrontare una malattia grave.
Le indagini e le misure da adottare
Le autorità sanitarie stanno ora cercando di ricostruire l’origine dell’epidemia. Tra gli elementi sotto esame ci sono gli itinerari di viaggio, le soste effettuate e le possibili esposizioni a rischio prima dell’imbarco. In linea generale, dal punto di vista della gestione dei casi gli esperti sono chiari: chi sviluppa sintomi sospetti deve essere evacuato rapidamente e trasferito in strutture ospedaliere adeguate.
Un virus raro ma in espansione
Sebbene l’Hantavirus sia considerato raro, negli ultimi anni si è osservata una diffusione crescente in alcune aree, anche in Europa. L’aumento dei casi è legato a diversi fattori, tra cui cambiamenti climatici e variazioni nelle popolazioni di roditori. Il rischio per la popolazione generale resta comunque basso, soprattutto in contesti urbani. La prevenzione si basa principalmente sull’evitare il contatto con ambienti contaminati e sul ridurre l’esposizione alla polvere in luoghi potenzialmente infestati.






















