VIDEO
Cerca video
CURIOSITÀ 10 SETTEMBRE 2025

L'iceberg A23a minaccia le navi come quello del Titanic

Christian Casale

Christian Casale

Giornalista e videomaker

Conduttore e giornalista con lunga esperienza in radio e televisione in ambito nazionale. Per professione e passione mi occupo di videomaking, con una particolare propensione alla post produzione. Amo la divulgazione e lo sport.

Quando si parla di sciagure marittime si pensa subito a quanto accaduto al Titanic all’inizio del ‘900, quando il suo destino venne tristemente segnato dall’affondamento causato da un iceberg. Una immane tragedia che costò migliaia di vite.

Oggi la domanda legata alla possibilità che un evento del genere possa verificarsi di nuovo torna in auge a causa di un gigante di ghiaccio che per quasi quarant’anni è rimasto fermo in Antartide e che ora, frammentandosi, sta disseminando l’oceano di blocchi pericolosi.

A23a: dal distacco in Antartide alla deriva

A23a è un enorme iceberg che si è staccato nel 1986 dalla piattaforma di ghiaccio Filchner–Ronne, nell’Antartide. Per oltre trent’anni è rimasto bloccato nel Mare di Weddell, come una montagna immobile di ghiaccio puro. Poi, nel 2020, le correnti oceaniche lo hanno liberato, trascinandolo verso nord lungo la Corrente Circumpolare Antartica.

La sua rotta lo ha portato fino alla Georgia del Sud, un’isola dell’Atlantico meridionale, dove si è parzialmente arenato. Da quel momento la struttura del colosso ha iniziato a cedere. L’esposizione a correnti più calde ha accelerato il processo di scioglimento e frattura: oggi, gran parte della sua massa si è trasformata in enormi schegge di ghiaccio che vagano nell’oceano.

Gli scienziati parlano di un vero e proprio “collasso a catena”: blocchi grandi decine di chilometri quadrati si staccano regolarmente, trasformando il tratto di mare circostante in un labirinto ghiacciato.

Iceberg e rischi per la navigazione

La storia del Titanic del 1912 ha reso l’immagine dell’iceberg sinonimo di pericolo marittimo. Il drammatico affondamento ha alimentato anche il mito legato all’imbarcazione. Non a caso ancora oggi i pezzi del Titanic finiscono all’asta per cifre vertiginose. Anche se oggi radar, satelliti e sistemi di allerta riducono i rischi, la frammentazione di A23a riporta alla mente quella tragedia.

Gli iceberg non sono solo grandi masse galleggianti: circa il 90% del loro volume resta sommerso. Questo significa che blocchi apparentemente innocui possono in realtà nascondere spuntoni giganteschi sotto la superficie, capaci di danneggiare scafi e sistemi di propulsione. Per i pescherecci, le navi cargo e soprattutto le crociere che solcano l’Atlantico meridionale, la presenza di decine di iceberg “orfani” di A23a è un problema concreto. Tanto che la Royal Air Force britannica ha effettuato missioni di ricognizione per mappare le masse galleggianti e segnalare le zone a rischio. Nel frattempo, le autorità locali hanno già diffuso avvisi alla navigazione. Tutti segnali che indicano come la problematica non venga affatto sottovalutata.

Le conseguenze ecologiche della disgregazione di A23a

La disintegrazione di A23a non è solo una questione di sicurezza navale. L’impatto ambientale è altrettanto rilevante. Da un lato, lo scioglimento rilascia grandi quantità di nutrienti che possono stimolare la crescita del plancton, creando un breve boom di produttività biologica. Dall’altro, la presenza di blocchi di ghiaccio giganti può alterare le rotte naturali di animali come pinguini e foche, impedendo loro l’accesso alle zone di caccia.

Inoltre, la dissoluzione di A23a non contribuisce direttamente all’innalzamento dei mari (trattandosi di ghiaccio già galleggiante), ma rappresenta un segnale allarmante del cambiamento climatico: significa che le correnti calde stanno penetrando sempre più a sud, destabilizzando anche giganti di ghiaccio rimasti stabili per decenni. Ecco che A23a diventa il simbolo della fragilità del nostro pianeta e della vulnerabilità delle attività umane di fronte a fenomeni naturali imponenti.

L'iceberg A23a minaccia le navi come quello del Titanic
Alcuni video presenti in questa sezione sono stati presi da internet, quindi valutati di pubblico dominio. Se i soggetti presenti in questi video o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, basterà fare richiesta di rimozione inviando una mail a: team_verticali@italiaonline.it. Provvederemo alla cancellazione del video nel minor tempo possibile.
Chiudi
Caricamento contenuti...