Anche nel 2025 sul litorale adriatico si è verificata un’invasione di cavallette, nello specifico i fastidiosi e indesiderati insetti sono comparsi sulle spiagge della Riviera Romagnola. Il 21 luglio in alcune zone è scattato un fuggi fuggi generale dei turisti. Il fenomeno non è unico, un caso simile si era verificato anche nel 2023 e la causa sarebbe da ricercare nel clima e nel riscaldamento globale.
Dove sono state avvistate le cavallette
Le cavallette hanno fatto incursioni in spiaggia in particolare nel Riminese, da Bellaria a Cattolica, ma ne sono state avvistate alcune in tutta la Riviera romagnola e anche nelle Marche.
Al Resto del Carlino il meteorologo e bagnino Roberto Nanni ha spiegato che il motivo è da ricercare nel meteo. “Il garbino, le temperature elevate e il clima secco hanno favorito lo spostamento delle cavallette dall’entroterra al litorale”, ha detto l’esperto aggiungendo che non appena queste condizioni climatiche cambieranno, le cavallette spariranno dalla spiaggia.
Perché le cavallette invadono le spiagge
Gli insetti visti in Romagna sarebbero sciami di migrazione della cavalletta Calliptamus italicus, la cavalletta dei prati, nota anche come locusta italiana. Questa specie è molto comune nel Mediterraneo e, come detto, il fenomeno è abbastanza ricorrente ogni anno, nel 2022 si è verificato in Sardegna.
Le cause sono appunto il caldo e il vento di libeccio o il garbino che soffiano sulle coste. Le cavallette sono totalmente innocue per i bagnanti ma provocano ingenti danni alle coltivazioni.
Il cambiamento climatico, alternando lunghi periodi di caldo e aridità a forti piogge improvvise, aumenta la probabilità che fenomeni di questo tipo si verifichino.
Gli entomologi evidenziano infatti che le cavallette proliferano quando le temperature sono alte e, non avendo un volo controllato, si lasciano trasportare dai forti venti.
Come prevenire le invasioni di cavallette
Come indicata il Servizio Fitosanitario della Regione Emilia-Romagna, il controllo della cavalletta Calliptamus italicus deve essere effettuato in un momento preciso. La base della strategia è l’individuazione tempestiva dei luoghi di nascita delle cavallette, le “grillare”, e l’intervento con trattamenti insetticidi biologici.
Le prime nascite di cavallette sono previste tra fine maggio e metà giugno nelle fasce collinari e pedecollinari. Intervenendo quando le cavallette sono ancora piccole, prive di ali e concentrate su piccole superfici, si può evitare una successiva dispersione di questi insetti sul territorio e limitare i danni alle coltivazioni.
Il Servizio Fitosanitario segnala che se le infestazioni di cavallette non sono contenute al momento della nascita, le popolazioni che crescono e si diffondono sul territorio sono praticamente inarrestabili. Aspettare l’estate per combattere le infestazioni di cavallette adulte è tecnicamente sbagliato e inutile in quanto gli adulti si spostano per lunghe distanze, hanno grande capacità di danno e sono ben poco sensibili all’azione degli insetticidi.
Questi animali tendono a deporre le uova in terreni collinari e relativamente secchi. Anche la lavorazione della terra può essere una soluzione perché tende a distruggere le uova. Un’altra strada che gli agricoltori potrebbero usare è quella di sfruttare gli animali da cortile, come galline e faraone, per combattere i fastidiosi insetti dato che questi due animali sono predatori naturali di cavallette.


















