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CONSIGLI 03 GENNAIO 2026

Perché non devi buttare latte avariato e salse nel lavandino

Matteo Polimeni

Matteo Polimeni

Editor e videomaker

Editor e videomaker con l’anima da storyteller. Mi muovo tra design, arte e architettura, giocando con la comunicazione.

Quante volte, davanti a un alimento andato a male o a un avanzo liquido, la soluzione più rapida è sembrata quella di aprire il rubinetto e lasciar scorrere tutto via? Latte rancido, sughi scaduti, olio di una scatoletta o persino l’acqua usata per pulire pennelli e vernici finiscono spesso nel lavandino quasi per abitudine. Un gesto che appare innocuo, ma che in realtà può avere conseguenze tutt’altro che trascurabili. Dietro quello scarico domestico, infatti, si nasconde un sistema complesso fatto di tubature, fognature e impianti di depurazione che non sono progettati per “digerire” qualsiasi cosa. E ciò che gettiamo via oggi può trasformarsi domani in un problema ambientale, sanitario ed economico che riguarda tutti.

Cosa non dovresti mai buttare nel lavandino e perché

Tra i primi “nemici” degli scarichi domestici ci sono oli e grassi alimentari. L’olio da cucina, così come quello contenuto in conserve e latticini liquidi, tende a solidificarsi quando entra in contatto con l’acqua fredda delle condotte. Col tempo, questi residui si accumulano e si legano ad altri rifiuti — come salviette umidificate o resti di cibo — formando blocchi durissimi, noti come fatberg, capaci di ostruire interi tratti di fognatura. La loro rimozione è complessa e molto costosa, oltre a poter causare la fuoriuscita di acque reflue non trattate nell’ambiente.

Anche salse, sughi e passate di pomodoro scadute non dovrebbero mai finire nel lavello. Oltre al rischio di intasamento, aumentano il cosiddetto carico organico delle acque reflue. Più materia organica entra nel sistema, più ossigeno serve agli impianti di depurazione per trattarla, con un aumento dei costi e della complessità di gestione. Lo stesso vale per fondi di caffè, riso, pasta e farina: materiali che sembrano innocui ma che, gonfiandosi o aggregandosi, possono bloccare le tubature nel tempo.

Capitolo a parte per prodotti chimici e sostanze potenzialmente pericolose. Vernici, solventi, detergenti concentrati e acqua di lavaggio dei pennelli non solo possono danneggiare l’impianto idraulico, ma rappresentano anche un rischio per l’ambiente e per la salute. Versarli nello scarico significa immettere sostanze inquinanti e, in alcuni casi, infiammabili in un sistema che non è progettato per neutralizzarle completamente.

Dove devi buttare questi liquidi per non inquinare l’ambiente

La buona notizia è che esistono alternative semplici e sicure. Oli e grassi alimentari dovrebbero essere raccolti in un contenitore e conferiti negli appositi punti di raccolta o smaltiti secondo le indicazioni comunali. I residui di cibo liquidi, come sughi o salse, possono essere assorbiti con carta da cucina o giornale e gettati nell’indifferenziato, mentre gli scarti organici solidi trovano posto nell’umido o nel compost domestico.

Per quanto riguarda vernici e prodotti chimici, la regola è una sola: mai nel lavandino. Piccole quantità di vernice sui pennelli possono essere assorbite con vecchi stracci e smaltite solo una volta asciutte. Ancora meglio è rivolgersi ai centri di raccolta dedicati o agli eventi di conferimento dei rifiuti chimici domestici, pensati proprio per gestire in sicurezza sostanze come detergenti, pesticidi, oli motore e vernici. In molti territori esistono anche programmi specifici, come i centri di raccolta per le vernici, che permettono uno smaltimento corretto e responsabile.

Alla fine, la regola più efficace è anche la più intuitiva: non dovremmo buttare nello scarico nulla che non vorremmo ritrovare nei fiumi o nei mari. Il problema non è il singolo gesto isolato, ma la somma delle abitudini di un’intera città.

Perché non devi buttare latte avariato e salse nel lavandino
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