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CURIOSITÀ 27 GENNAIO 2026

Luce verde sul cofano delle auto: a cosa servirà

Matteo Polimeni

Matteo Polimeni

Editor e videomaker

Editor e videomaker con l’anima da storyteller. Mi muovo tra design, arte e architettura, giocando con la comunicazione.

Arrivare a un incrocio è uno di quei momenti in cui tutto si decide in pochi secondi. Un attimo di esitazione, una valutazione sbagliata, e il rischio di incidente diventa realtà. È proprio da questa dinamica quotidiana – specialmente nelle grandi città –– che parte uno studio destinato a far discutere: introdurre una spia verde anteriore per segnalare lo stop agli incroci. Non un dettaglio estetico, ma un nuovo modo di comunicare tra automobilisti, capace – secondo i ricercatori – di ridurre in modo significativo gli incidenti stradali.

Oggi siamo abituati a interpretare i segnali posteriori: luci rosse di stop, frecce arancioni, ovvero indicatori ben codificati nel nostro immaginario. Ma cosa succede quando ci troviamo frontalmente davanti a un’auto? Come facciamo a capire se rallenterà o tirerà dritto? Spesso ci affidiamo all’intuito o a uno sguardo incrociato con il conducente, che però non sempre è visibile a causa di riflessi, condizioni meteo o semplice distrazione. È qui che entra in gioco la proposta dell’Università di Tecnologia di Graz, in Austria: spostare la comunicazione luminosa anche sulla parte anteriore del veicolo.

La spia verde per segnalare lo stop agli incroci

L’idea è semplice ma potenzialmente rivoluzionaria. Quando il conducente preme il freno, oltre alle tradizionali luci rosse posteriori, si attiverebbe una striscia luminosa verde sul frontale dell’auto. Un segnale immediato e inequivocabile per chi arriva dalla direzione opposta o per i pedoni in attraversamento: quell’auto sta rallentando e si sta per fermare.

La scelta del verde non è casuale. Il colore è stato individuato per distinguersi nettamente dai fari bianchi e dalle frecce arancioni, evitando ambiguità visive. In pratica, una sorta di “semaforo a bordo” che rende visibile l’intenzione del guidatore prima ancora che l’auto sia completamente ferma.

Il meccanismo sarebbe intuitivo: luce verde accesa significa frenata in corso; luce spenta indica che il veicolo è pronto a ripartire. Una comunicazione chiara, immediata, che riduce lo spazio all’interpretazione personale. Perché la maggior parte degli incidenti agli incroci nasce proprio da un dubbio.

In un contesto urbano sempre più congestionato, dove traffico, biciclette e monopattini condividono lo stesso spazio, un segnale luminoso anteriore potrebbe rappresentare un passo avanti concreto verso una mobilità più sicura. Anche per i pedoni sulle strisce pedonali.

Lo studio sulla prevenzione degli incidenti stradali

La proposta non nasce da una suggestione teorica, ma da un’analisi approfondita. I ricercatori dell’ateneo austriaco hanno esaminato 200 incidenti reali avvenuti agli incroci, concentrandosi sulle dinamiche e sulle possibili misure preventive. I risultati delle simulazioni sono significativi.

Secondo lo studio, se le auto coinvolte negli scontri analizzati fossero state dotate della spia verde anteriore, fino al 17% degli incidenti sarebbe stato completamente evitato. Non solo. In un ulteriore 25% dei casi, il segnale luminoso avrebbe consentito agli altri conducenti di reagire prima, frenando con maggiore anticipo e riducendo la violenza dell’impatto – e di conseguenza la gravità delle lesioni.

Non mancano però alcune criticità. In circa un terzo delle situazioni analizzate, l’angolazione tra i veicoli rendeva il frontale poco visibile. Per questo il responsabile della ricerca, Ernst Tomasch, ha avanzato un’ipotesi ancora più ambiziosa: estendere le luci di frenata anche alle fiancate dell’auto, trasformando di fatto il veicolo in un sistema di comunicazione visiva a tutto tondo.

Dal punto di vista industriale, si tratterebbe di una modifica con costi contenuti per le case automobilistiche, ma con un impatto potenzialmente enorme sulla sicurezza stradale. La questione ora passa ai costruttori e ai legislatori: integrare una tecnologia simile richiede aggiornamenti normativi e standard condivisi a livello internazionale.

Luce verde sul cofano delle auto: a cosa servirà
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