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CURIOSITÀ 18 MAGGIO 2025

Onde di terremoto generate dalle tempeste: la scoperta

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

Giornalista e videomaker

Giornalista professionista dal 2012, ho collaborato con le principali testate nazionali. Scrivo e realizzo servizi TV di cronaca, politica, economia e spettacolo. Ho esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e televisive e lavoro anche nell’ambito del social network.

In uno studio rivoluzionario, gli scienziati hanno scoperto che le tempeste oceaniche possono fornire preziose informazioni sull’interno della Terra. Tradizionalmente, i ricercatori si affidavano ai terremoti per studiare il nucleo terrestre, ma questo metodo si è dimostrato inaffidabile. Ora, le tempeste oceaniche, in particolare quelle del Nord Atlantico, offrono un’alternativa più coerente. Questo approccio innovativo non solo migliora la nostra comprensione della struttura terrestre, ma apre anche nuove possibilità per esplorare altri pianeti.

Le tempeste oceaniche fanno vibrare il centro della Terra

Uno studio dell’Australian National University ha usato i fenomeni microsismici come fonte di dati alternativa per studiare la struttura della Terra al di sotto dell’Australia.

Mentre le tempeste oceaniche scatenano il caos sulla superficie dell’oceano, inviano onde d’urto in profondità nella Terra, viaggiando attraverso il suo nucleo esterno liquido e il nucleo interno solido.

L’intensa attività delle tempeste, come i cicloni sull’oceano, produce un’energia acustica abbastanza forte da risuonare attraverso il pianeta.

Combinando i dati per diversi giorni i ricercatori sono riusciti a identificare le regioni in cui i segnali erano più forti, fornendo informazioni sulla fonte e la trasmissione delle onde sismiche.

I ricercatori sono stati in grado di ricondurre questi segnali alle acque vicine alla Groenlandia e a Terranova, agitate dalle tempeste invernali.

In pratica, quando tempeste di grandi dimensioni si abbattono sul Nord Atlantico, generano potenti onde oceaniche che si scontrano, producendo minuscole vibrazioni note come microsismi.

A differenza delle vibrazioni causate dall’attività tettonica, questi microsismi derivano dalla collisione delle onde di tempesta.

Sebbene la loro energia sia molto più debole di quella dei terremoti, alcune di queste vibrazioni possono percorrere migliaia di chilometri attraverso il nucleo terrestre.

Precedentemente liquidati come mero rumore di fondo, i microsismi sono ora emersi come una preziosa fonte di dati, grazie ad attrezzature avanzate e sofisticate tecniche di elaborazione.

Per catturare queste sottili vibrazioni, i ricercatori dell’Australian National University (ANU) hanno installato due serie di sismometri a spirale in aree remote del Queensland e dell’Australia Occidentale.

Questi strumenti sono stati progettati specificamente per rilevare le onde PKP, un raro tipo di onda sismica generata dai cicloni che attraversano il nucleo terrestre. Durante i mesi estivi australiani, il team ha registrato con successo i segnali prodotti dalle tempeste invernali nell’estremo nord dell’Atlantico.

Sebbene l’intensità di questi microsismi fosse solo una frazione di quella prodotta dai terremoti, la loro frequenza e uniformità li rendevano ideali per studiare gli strati interni della Terra.

La scoperta potrebbe aiutare nell’esplorazione di mondi alieni

Mentre la Terra è nota per la sua attività tettonica, molti altri corpi planetari non presentano eventi geologici così frequenti. Tuttavia, presentano atmosfere e tempeste, che potrebbero generare microsismi simili. Rilevando queste vibrazioni, gli scienziati potrebbero ottenere informazioni sull’interno dei pianeti senza basarsi sui terremoti.

Il nuovo metodo di rilevamento dei segnali attraverso la Terra, ideato dai ricercatori australiani, potrebbe rivelarsi utile anche per l’esplorazione di mondi alieni.

“Viviamo nell’epoca dei viaggi interplanetari, e forse non è azzardato affermare che in un futuro non troppo lontano potremmo essere in grado di sfruttare l’energia delle tempeste per integrare le indagini sull’interno dei pianeti e di diverse lune che sostengono le atmosfere”, hanno spiegato gli autori dello studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Onde di terremoto generate dalle tempeste: la scoperta
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