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CURIOSITÀ 28 GENNAIO 2026

Orologio dell’Apocalisse 2026: che ora segna

Matteo Polimeni

Matteo Polimeni

Editor e videomaker

Editor e videomaker con l’anima da storyteller. Mi muovo tra design, arte e architettura, giocando con la comunicazione.

L’Orologio dell’Apocalisse torna a far parlare di sé e lo fa con un aggiornamento che suona come un campanello d’allarme globale. Il Doomsday Clock, il simbolico indicatore creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, segna oggi il punto più vicino di sempre alla mezzanotte, l’ora che rappresenta la catastrofe globale. Nato nel 1947 per misurare il rischio di una guerra nucleare in piena Guerra Fredda, nel tempo ha ampliato il suo raggio d’azione includendo crisi climatica, minacce biologiche e rischi legati alle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale. L’aggiornamento per il 2026 conferma un trend preoccupante: secondo gli esperti, il mondo non è mai stato così vicino a un potenziale punto di non ritorno.

Doomsday 2026, mai così vicini a mezzanotte

Per il 2026 le lancette del Doomsday Clock sono state spostate a 85 secondi dalla mezzanotte, quattro in meno rispetto all’anno precedente (89 secondi a mezzanotte). Un dato simbolico ma potentissimo: è la posizione più avanzata mai registrata nella storia dell’Orologio dell’Apocalisse. A comunicarlo è stato il Bulletin of the Atomic Scientists, l’organizzazione fondata nel 1945 da scienziati, tra cui Albert Einstein, e da allora impegnata nel monitorare le minacce esistenziali per l’umanità.

Alla base della decisione ci sono diversi fattori che si intrecciano tra loro: l’instabilità geopolitica, la crescente competizione tra grandi potenze come Stati Uniti, Russia e Cina, il rischio nucleare che torna al centro dello scenario internazionale, ma anche la crisi climatica e l’uso sempre più rapido e poco regolamentato delle tecnologie emergenti. Secondo gli esperti del Bulletin, negli ultimi anni si è assistito a un indebolimento della cooperazione globale e a un aumento di politiche nazionaliste e aggressive. Il risultato è un contesto internazionale più fragile, in cui le intese costruite nel tempo rischiano di crollare e di rendere più difficile prevenire conflitti, emergenze ambientali o derive tecnologiche pericolose.

Come viene determinata la posizione delle lancette

La posizione delle lancette dell’Orologio dell’Apocalisse non è frutto di una scelta simbolica o emotiva, ma di un processo strutturato che avviene ogni anno. A decidere è il Science and Security Board del Bulletin of the Atomic Scientists, un comitato composto da scienziati ed esperti di sicurezza globale, che lavora in consultazione con altri specialisti e premi Nobel.

Il gruppo analizza dati scientifici, scenari geopolitici, evoluzioni delle politiche internazionali e sviluppi tecnologici. Le minacce prese in considerazione spaziano dalle armi nucleari al cambiamento climatico, fino ai rischi biologici e alle implicazioni dell’intelligenza artificiale. Se il quadro globale mostra segnali di peggioramento, le lancette vengono spostate in avanti, avvicinandosi alla mezzanotte; al contrario, eventuali progressi concreti nella riduzione dei rischi possono farle retrocedere. Una volta presa la decisione, l’aggiornamento viene annunciato pubblicamente – spesso in diretta streaming – insieme alle motivazioni che hanno portato a quella scelta. L’obiettivo non è solo fotografare lo stato del mondo, ma stimolare governi e cittadini a intervenire prima che quei secondi simbolici si trasformino in conseguenze reali. Se l’Orologio dell’Apocalisse segna 85 secondi alla mezzanotte, il messaggio è chiaro: il tempo per cambiare rotta non è infinito, e le decisioni di oggi pesano più che mai sul futuro dell’umanità

Orologio dell’Apocalisse 2026: che ora segna
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