Le padelle in ghisa sono tra i supporti per la cucina più apprezzati, grazie alla diffusione omogenea del calore. Si tratta di modelli ideali per le cotture lente e regolari, che vincono anche per durata nel tempo. Ma pulirle può non essere semplice come per altre pentole.
Il problema è il materiale, infatti la ghisa è porosa e reattiva, anche se i modelli di padelle più moderni sono già trattati con strati protettivi. Ma occhio, visto che l’olio di rivestimento, che impedisce l’attacco della ruggine, può essere eliminato con lavaggi troppo aggressivi.
Per questo motivo tutto il pentolame in ghisa non può essere messo in lavastoviglie, ma neppure tenuto in ammollo con detergenti sgrassanti o aggressivi. Il rischio è infatti quello di rimuovere la patina di protezione, esponendo lo strato superficiale a potenziali danni.
Ma quindi, come si lavano e puliscono le padelle in ghisa e come agire in caso di sporco più ostinato o incrostazioni superficiali? Le opzioni sono poche, semplici e alla portata di tutti, così non dovremo rinunciare alla massima igiene in cucina.
Come si puliscono le padelle in ghisa
La ghisa, come avremo già capito, è un materiale che offre innumerevoli pregi, ma ha il difetto di non essere semplice da pulire. La regola d’oro, una volta ultimata la cottura dei cibi, è di eliminare subito le tracce rimaste e procedere ad un lavaggio delicato.
No ad ammollo, ma ben trovato risciacquo con acqua calda, sapone neutro, anche se c’è chi lo sconsiglia, spazzola morbida. Dopo che abbiamo terminato la pulizia, è necessario asciugare quanto prima con un panno di cotone o di carta. Se notiamo ancora tracce di umido, scaldiamo la padella sul fornello per consentire all’acqua rimasta di evaporare.
Se abbiamo a che fare con sporcizia incrostata o residui ostinati, versiamo del sale grosso e un filo di olio. Con una spugna morbida possiamo strofinare con delicatezza fino a quando lo sporco non si è staccato e potremo terminare la pulizia come al solito.
Un altro trucco è riempire la padella incrostata con acqua e portare a ebollizione, per favorire il distacco naturale dei residui. C’è anche il rimedio delle nonne di riempire con aceto e un cucchiaio di bicarbonato, lasciare bollire e poi strofinare con una spazzola a setole morbide.
Come rigenerare la ghisa
L’ideale, per mantenere le padelle e le pentole in ghisa come nuove, facendole durare nel tempo, è di oliarle. Non è un’operazione che va ripetuta dopo ogni lavaggio, ma a seconda della frequenza di utilizzo, da ogni mese a ogni 3 mesi potrebbe essere sufficiente.
Il metodo di manutenzione della ghisa si chiama stagionatura e consiste nell’oliare la superficie per prevenire la ruggine. Dopo che abbiamo lavato e asciugato la padella da trattare, possiamo applicare un velo di olio di semi o di lino su tutta la superficie.
Non dobbiamo tralasciare alcuna parte, né interna né esterna, ma ultimata l’applicazione dovremo eliminare l’eccesso. Ci basterà assorbire l’olio di troppo con un pezzo di panno carta, lasciando la padella lucida ma non grondante.
A questo punto mettiamola in forno già caldo a 200 °C per un’ora, capovolta, lasciando poi raffreddare al chiuso. In alternativa si può scaldare sul fornello, partendo con fiamma bassa e alzandola poi a medio alta, facendo fumare l’olio per circa 3 minuti prima di spegnere.
In entrambi casi, la padella deve essere fredda prima di essere riposta.






















