Con l’arrivo della bella stagione, soprattutto ad agosto, c’è l’abitudine di cercare refrigerio e relax al mare. Non è raro vedere qualcuno che gioca con palloni e racchettoni in spiaggia per divertirsi e fare a gara a chi non tocca la battigia, ma è legale? Ci sono alcune consuetudini che non sempre sono permesse dalla legge italiana e che devono subire delle variazioni se non si vuole incorrere in multe salate.
Il gioco in spiaggia è soggetto a delle regole e prevede delle limitazioni, dei divieti. Non è mero ostruzionismo, ma si tratta di disposizioni che mirano a salvaguardare la sicurezza e la serenità di tutte le persone presenti. Vediamo quando e dove si possono usare i palloni e le racchette.
Palloni e racchettoni in spiaggia: cosa dice la normativa italiana
A regolare l’uso di palloni e racchettoni in spiaggia e a stabilire se siano legali o meno sono il Codice della Navigazione e le ordinanze della Capitaneria di Porto. Infatti, ci si trova in aree del demanio marittimo e ci sono delle norme locali che vanno rispettate. La legge non vieta in modo assoluto il gioco in spiaggia, ma delega ai Comuni costieri e alle capitanerie il compito di disciplinare la fruizione degli spazi pubblici per garantire l’ordine, la sicurezza e l’incolumità di tutti gli attori in gioco.
In molte località è in vigore il divieto di praticare giochi pericolosi o fastidiosi, come per esempio il calcio o i racchettoni, durante le ore di maggiore affluenza o nelle vicinanze degli altri bagnanti. La palla rischia di finire addosso alle persone che possono farsi male, sporcarsi con la sabbia o semplicemente essere infastidita nella ricerca sacrosanta di un po’ di tranquillità nel corso delle tante agognate ferie.
Dove si può giocare con palloni e racchettoni
Sono i Comuni a stabilire se si può giocare con i palloni e i racchettoni in spiaggia. Il consiglio, quindi, prima di partire è di informarsi sempre in base alla destinazione prescelta. In questo modo si evitano spiacevoli inconvenienti che potrebbero rovinare la propria vacanza e quella degli altri. Ci sono amministrazioni che vietano determinate attività nelle aree più affollate e nelle ore di maggiore affluenza; altre che dedicano delle zone apposite al gioco, in maniera tale da garantire la libertà di divertirsi nel rispetto delle esigenze di tutti. In Liguria, la maggior parte dei Comuni vieta i giochi sulla battigia dove ci sono molti bagnanti tra le 9 e le 19. In Emilia Romagna, invece, ci sono delle aree dedicate e delimitate. La Puglia è più assolutistica: vieta il gioco sulla sabbia vicino agli ombrelloni che, ricordiamolo, non vanno lasciati sulla spiaggia di notte.
Si tratta di norme che, generalmente, valgono sia sulla spiaggia libera che negli stabilimenti gestiti da privati. Fanno eccezione le aree appositamente dedicate allo sport all’aperto. A tal proposito, vale la pena scoprire dove si può giocare e dove no. Portare palloni e racchettoni in spiaggia è possibile, ma a patto che si sappia dove, quando e come usarli. I siti delle istituzioni locali sono un’ottima fonte per scoprire le regole dei singoli Comuni italiani. Di norma, però, è consentito giocare:
- in fasce orarie specifiche, solitamente al mattino presto o al tramonto;
- in zone isolate o poco affollate, lontane dalla battigia e dagli ombrelloni;
- all’interno di aree sportive attrezzate, spesso predisposte dagli stabilimenti balneari o dai Comuni.
Nelle spiagge dove l’uso di questi accessori è vietato, devono essere affissi dei cartelli che lo dicano apertamente e con chiarezza. Chi non rispetta le norme vigenti rischia di andare incontro a sanzioni amministrative, con multe che vanno da 100 a 500 euro, a seconda del Comune di appartenenza. Se si danneggiano persone o cose, si possono avere responsabilità sia civili che penali. E questo vale anche per tende e gazebi in spiaggia che possono volare e fare del male a qualcuno. In sostanza, giocare in spiaggia con palloni e racchettoni è possibile, ma deve essere fatto nel rispetto delle regole locali e soprattutto delle persone. La propria libertà, infatti, finisce dove inizia quella altrui. Devono vigere il buonsenso e la sicurezza: così facendo non si sbaglia.






















