Quanti genitori faticano a far mangiare le verdure ai loro bambini che fanno spesso capricci per mangiarle, preferendo fissare il piatto piuttosto che mandarle giù. Ci sono i genitori che le camuffano dentro ai piatti, chi si arrabbia e chi si arrende. Nulla di più sbagliato. (Guarda qui comportamenti illegali tra i giovani di tendenza)
Rinunciare a far mangiare le verdure ai figli da piccoli probabilmente è qualcosa che loro si porteranno dietro, sviluppando un atteggiamento di diffidenza a tavola che da adulti diventa limitante durante i pasti o, addirittura, segno di cattiva educazione. I cibi che ci si abitua a non mangiare da piccoli, nella maggior parte dei casi, ce li si porta dietro come alimenti tabù nel corso degli anni fino all’età adulta. Al contrario, bisogna far di tutto per far superare ai nostri figli queste piccole diffidenze, in modo tale che sviluppino, in generale, un atteggiamento aperto e sereno nello stare a tavola. Molti genitori, invece, fanno il grande sbaglio di arrendersi e assecondare i no dei figli, permettendo loro di mangiare solo le cose che vogliono, evitando le verdure e altri alimenti sani.
Una sfida da vincere
Eppure, far mantenere una dieta equilibrata ai nostri figli è fondamentale e le verdure sono cariche di vitamine e sostanze preziose per la crescita. Gli ingredienti per una vita sana passano anche dalla tavola (Leggi qui su alimentazione e longevità) e le verdure sono alleati fondamentali per mantenersi in salute durante l’età dello sviluppo.
L’avversione dei più piccoli nei confronti delle verdure, lungi dall’essere semplici capricci ha in realtà una base scientifica.
Cosa dice la scienza
A stabilirlo, una ricerca al centro del libro “Guida per cervelli affamati, Perché da bambini odiamo le verdure e altri misteri neurogastronomici che ci rendono umani” di Carol Coricelli, ricercatrice in neuroscienze cognitive e Sofia Erica Rossi, esperta in divulgazione scientifica. Secondo le due esperte le nostre reazioni agli alimenti hanno una componente istintiva e una condizionata. I gusti sono condizionati dall’età anagrafica, così come dalla capacità di osare a tavola. Infatti la neofobia, ovvero la resistenza al nuovo, tipica dell’istinto protettivo dei bambini, spiegherebbe secondo le autrici perché spesso i piccoli rifiutano i cibi dal gusto amaro.
Cosa possono fare mamma e papà
In questo senso, l’esperienza anche indiretta e l’esempio di un genitore sono fondamentali per far loro superare questa resistenza. I bambini, quindi possono imparare ad apprezzare i vegetali se li vedono consumare ai genitori o ai fratellini
Insomma, spesso più che un rimprovero, basta dare il buon esempio… anche a tavola!






















