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BUONO A SAPERSI 18 AGOSTO 2025

Siccità globale, continenti senza acqua: cosa rischiamo

Marta Ruggiero

Marta Ruggiero

Giornalista e videomaker

Giornalista, videomaker, copywriter e content creator. Mi occupo di attualità, economia, politica, intrattenimento, costume e società. In passato ho lavorato in ambito televisivo. Osservo e racconto storie: penna e videocamera sono le mie fedeli compagne di viaggio.

Il riscaldamento globale sta avendo effetti devastanti, su più livelli e in un modo sempre più allarmante. Lo dimostra il pericoloso e rapido processo di prosciugamento che sta interessando i continenti della Terra, a causa di una siccità severa e che interessa tutto il mondo. A dirlo è una nuova ricerca che basa la propria teoria sull’analisi di oltre 20 anni di dati satellitari prodotti dalla Nasa.

Secondo le immagini, il nostro pianeta sta perdendo quantità di acqua dolce importanti e a un ritmo mai registrato prima. La maggior parte di quest’acqua viene trasferita negli oceani, contribuendo in modo significativo all’innalzamento del livello del mare. Lo studio, condotto da Hrishikesh Chandanpurkar della Flame University in India, si basa sulle osservazioni del programma Grace – Gravity Recovery and Climate Experiment dell’agenzia spaziale americana.

Cosa sta succedendo al pianeta? È colpa della siccità

I ricercatori hanno scoperto che la siccità sta avendo effetti devastanti in tutto il mondo. Fatta eccezione per la Groenlandia e l’Antartide, infatti, si assiste a un prosciugamento accelerato. Ogni anno le zone colpite aumentano di un’area pari al doppio dell’estensione della California.

La perdita di acqua terrestre, inoltre, secondo quanto rilevato, ormai, contribuisce allo scioglimento dei ghiacciai polari più dell’incremento del livello del mare. Questo dato rappresenta un’inversione di tendenza significativa, che evidenzia il ruolo crescente dell’attività umana nel ciclo dell’acqua e del surriscaldamento globali. Le cause principali del fenomeno sono due:

  • il cambiamento climatico, che altera i regimi delle precipitazioni e accelera l’evaporazione;
  • l’utilizzo eccessivo delle acque sotterranee da parte dell’uomo, soprattutto in ambito agricolo.

In zone come la Central Valley della California o l’Asia centrale, le falde acquifere vengono sfruttate oltre il limite sostenibile per irrigare colture intensive come quelle delle mandorle e del cotone, senza preoccuparsi di far passare il tempo necessario per il loro naturale ripristino.

Attenzione a non superare il punto di non ritorno

A peggiorare le cose rispetto alla siccità globale e al prosciugamento dei continenti contribuisce il fatto che le zone aride si stiano prosciugando più velocemente di quanto le aree umide si stiano umidificando. Come se non bastasse, la superficie terrestre subisce un processo di essiccazione continuo e destinato ad aumentare, mentre le aree che si arricchiscono d’acqua si stanno riducendo. Il risultato è un saldo negativo per l’intero bilancio idrico globale.

Un dato particolarmente allarmante è che circa il 75% della popolazione mondiale vive in Paesi in cui le risorse di acqua dolce sono in calo. Questo si traduce in gravi conseguenze per la sicurezza alimentare, la salute pubblica e la stabilità economica di intere regioni. Non si può più stare a guardare e pensare che sia una questione che non ci riguardi.

Il messaggio degli scienziati è chiaro: la protezione delle acque sotterranee deve diventare una priorità di tutti i Governi. Se gli sforzi per fermare il cambiamento climatico avanzano lentamente, è comunque possibile agire subito per rendere l’uso dell’acqua più sostenibile. Le politiche pubbliche, la gestione agricola e le tecnologie di conservazione possono contribuire a frenare un declino che, se trascurato, rischia di arrivare a un punto di non ritorno. E poi sarà troppo tardi per correre ai ripari.

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