Dietro a uno schermo, in una stanza di Oslo, un ragazzo di nome Mats Steen ha costruito un mondo fantastico tutto suo. Affetto da una malattia degenerativa, la distrofia muscolare di Duchenne, che lo ha costretto alla sedia a rotelle, Mats ha trovato in World of Warcraft non solo un passatempo ma una seconda vita. Nel celebre videogioco fantasy di Blizzard, è diventato Ibelin Redmoore, un cavaliere nobile e curioso, capace di ispirare, amare e stringere legami autentici con persone di tutto il mondo. La sua storia, rimasta a lungo confinata tra le pagine di un blog e i ricordi della sua community, è oggi pronta a diventare un film diretto da Morten Tyldum, già candidato all’Oscar per The Imitation Game.
Dal blog al grande schermo
Il film, intitolato semplicemente Ibelin, prende ispirazione dal blog personale di Mats, Musings of Life, dove ha raccontato con sorprendente lucidità la sua quotidianità e il modo in cui il mondo virtuale gli ha permesso di sentirsi libero. Nel cast figurano nomi di grande rilievo tra cui Anthony Hopkins. Le riprese dovrebbero iniziare in Europa nella primavera o estate del 2026, con una sceneggiatura firmata da Ilaria Bernardini e Hossein Amini, già nominati rispettivamente ai BAFTA e agli Oscar.
Il progetto punta a raccontare una storia vera di connessione umana, identità e amore digitale, mostrando come un videogioco possa diventare un luogo d’incontro e di significato profondo (e persino far diventare i bambini più intelligenti).
L’eredità di Ibelin
Mats Steen è morto nel 2014 a soli 25 anni. I suoi genitori, Robert e Trude, hanno creduto per anni che la vita del figlio fosse stata segnata dalla solitudine. Lo hanno visto passare ore davanti al computer, convinti che il gioco lo isolasse dal mondo reale. Ma dopo la sua morte, è accaduto qualcosa di inaspettato: decine di messaggi hanno cominciato a riempire la casella email della famiglia. Erano amici, compagni di avventura, persone che avevano conosciuto Mats attraverso il suo avatar. Alcuni non avevano mai visto il suo volto, ma lo consideravano un amico, un confidente, persino un eroe. I genitori hanno pian piano capito che il figlio aveva vissuto una seconda vita ricca di emozioni, relazioni e significato, nascosta nel mondo di Azeroth.
Un documentario che ha commosso il mondo
Prima del film, la sua storia è già stata raccontata nel documentario The Remarkable Life of Ibelin del regista norvegese Benjamin Ree, che ha ricostruito la doppia esistenza di Mats grazie a 42mila chat salvate, filmati di famiglia e interviste agli amici conosciuti online. Nel documentario, Ibelin è apparso come “un famoso detective e nobile che combatte il male ovunque vada”: una metafora di resilienza, che racconta come la fantasia possa restituire dignità e libertà a chi nella realtà è costretto a farne a meno.
World of Warcraft, un ritorno al cinema dopo 10 anni
Per gli appassionati, Ibelin rappresenta anche un ritorno simbolico del mondo di World of Warcraft sul grande schermo, dieci anni dopo il discusso Warcraft – L’inizio di Duncan Jones. Questa volta non si tratta di battaglie epiche o orchi digitali: è una storia umana, capace di unire la sensibilità del cinema d’autore con l’universo dei videogiochi.
La vicenda di Mats Steen ha toccato corde universali: il bisogno di appartenenza, la ricerca di libertà e la capacità dei mondi virtuali di costruire relazioni autentiche. Attraverso Ibelin, Mats è riuscito a superare i limiti fisici imposti dalla malattia, trasformando il suo dolore in una storia di speranza e comunità. I genitori di Mats, oggi, partecipano attivamente a eventi dedicati al gaming inclusivo.
Come ha raccontato suo padre: “Pensavamo che fosse solo, ma in realtà aveva più amici di quanti ne avessimo mai immaginati. Ci ha insegnato che l’amore e l’amicizia non hanno bisogno di un corpo per esistere”. Ibelin non è solo un film su un videogioco, ma una lettera d’amore a quelle generazioni che stanno crescendo online, e a tutti coloro che nei mondi virtuali hanno trovato un posto dove sentirsi vivi.






















