I raggiri sono sempre dietro l’angolo e in qualsiasi settore: se un malfattore sente il profumo di un guadagno facile non si fa tanti scrupoli. Questo principio, per quanto poco onesto, vale anche per la truffa delle auto usate. Non è raro che, quando si cerca di acquistare una vettura di seconda mano, magari per risparmiare qualcosina, ci sia qualche dettaglio che non torna e che rischia di non farci fare esattamente un affare ma – al contrario – di farci cadere in una trappola bella e buona.
Cos’è la truffa dell’auto usata con i chilometri falsati
Nella truffa delle auto usate, falsare il dato relativo ai chilometri percorsi è un classico. Si tende infatti a diminuirli, così da far sembrare più nuova la vettura e alzarne il valore (falsandolo ovviamente). Questo si traduce in:
- Maggiore usura del veicolo;
- Rischio di guasti a stretto giro.
Quando le auto avevano i contachilometri analogici bastava usare un trapano a tamburo per manomettere il dato, con l’avvento del digitale è più difficile ma non impossibile. Ci vuole più tempo e il truffatore deve calcolare bene il rapporto che c’è fra costi e benefici. Tuttavia, sui mezzi di medio e alto valore, non c’è dubbio che il gioco valga la candela.
Come capire se l’auto è stata schilometrata
Riconoscere la truffa delle auto usate (o la truffa dei garage, per fare un altro esempio) non è semplicissimo, ricostruire lo storico della loro vita è praticamente impossibile, ma questo non significa che ci si debba arrendere. Cominciare chiedendo al rivenditore tutta la documentazione necessaria è fondamentale.
- Il libretto dei tagliandi.
- Le fatture di riparazione.
Avendo questi dati, è già più facile capire con qualche certezza in più lo stato effettivo del nostro ipotetico acquisto. Inoltre, è possibile verificare il numero di chilometri registrati durante la revisione anche sul web. È sufficiente collegarsi al Portale dell’Automobilista e digitare la targa del veicolo in questione.
Bisogna controllare il volante e i segni di usura
Inoltre è importante controllare che i segni di usura siano in linea con i dati riportati sui documenti appena citati.
- Il cambio.
- Le pulsantiere.
- Il volante.
- La carrozzeria.
- La plancia.
Sono tutte parti della macchina che ‘parlano’ se si sa come osservarle. I segni di ruggine sulle parti metalliche sono un altro segno che qualcosa non va, se a questa caratteristica è associato un chilometraggio basso.
Se la tappezzeria e tutti gli accessori interni sono particolarmente consumati dai segni del tempo, è veramente improbabile che si sia davanti a un’auto seminuova. Nella migliore delle ipotesi, la manutenzione non è stata accurata, nella peggiore ha camminato più di quanto il venditore voglia far credere.
Non sono rari i casi, infatti, in cui le forze dell’ordine sventano traffici illeciti ed esempi di truffa delle auto usate. Il volante e il pomello sono gli accessori più soggetti all’usura: sono i primi a dover essere esaminati con cura (facendo attenzione anche a eventuali coperture che servono a proteggere il volante).
Se c’è qualche dubbio, è bene non rischiare e non concludere quello che ha tutta l’aria di non essere un affare. Se invece, nonostante tutto, si cade nella trappola, fondamentale è fare la denuncia alle autorità competenti quanto prima (sperando che riescano a risalire agli autori del raggiro e che vengano arrestati).





















