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BUONO A SAPERSI 04 DICEMBRE 2025

Nuova truffa dell’indifferenziata: anziani raggirati in casa

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Editor e videomaker

Content writer, video editor e fotografa, ho conseguito un master in Digital & Social Media Marketing. Negli anni ho sviluppato competenze nella creazione di contenuti digitali, integrando creatività e abilità tecniche in diversi progetti online e adattando i contenuti alle diverse piattaforme.

Negli ultimi mesi è emersa una nuova tecnica di raggiro che sfrutta la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Come? I truffatori si presentano alla porta come tecnici comunali incaricati di controllare i bidoni della raccolta differenziata, un espediente studiato per sembrare credibili in piena epoca di nuovi regolamenti sui rifiuti. A farne le spese, ancora una volta, sono soprattutto le persone anziane, più esposte a credere alla presunta ufficialità di quei modi gentili e delle finte divise.

Come funziona la truffa dell’indifferenziata

Il modus operandi è apparentemente semplice ma estremamente efficace. Il primo truffatore si presenta come dipendente del Comune, sostenendo di dover verificare il corretto utilizzo del bidone dell’indifferenziata o della raccolta differenziata. Mostra spesso un tesserino falso – o comunque qualcosa che possa sembrare un documento ufficiale – e parla con sicurezza, sfruttando il timore di non essere in regola.

Una volta ottenuto l’accesso all’abitazione, entra in scena il complice: si presenta come agente della polizia locale o come un tecnico specializzato. La sua funzione è quella di dare ulteriore credibilità all’intervento, insinuando che in zona si siano verificati furti e che sia necessario controllare se nell’abitazione tutto sia al proprio posto.

È a questo punto che i malintenzionati inducono la vittima a mostrare dove custodisce gioielli, denaro o oggetti di valore. Con la scusa di verificare eventuali ammanchi, osservano con attenzione nascondigli e cassetti. Una distrazione, una richiesta irrilevante, e in pochi secondi il danno è fatto: gli oggetti vengono sottratti senza che l’anziano se ne accorga.

Le zone colpite e i casi segnalati

Negli episodi più recenti, avvenuti in provincia di Piacenza, gli autori della truffa hanno colpito in almeno due quartieri della città con la stessa identica dinamica. Nel primo caso, a farne le spese è stata una pensionata novantenne che, convinta di avere davvero un controllo del Comune, ha aperto la porta. Nel secondo episodio, avvenuto poco dopo in un altro quartiere residenziale, la vittima è stata un’ottantenne raggiunta dallo stesso copione: finto tecnico prima, falso agente subito dopo.

Gli investigatori sospettano che si tratti di una coppia già attiva nelle scorse settimane, sempre a spese di anziani soli. In altri episodi precedenti, i due si sarebbero spacciati anche per idraulici, tecnici del gas o addetti ai termosifoni: un repertorio vasto che sfrutta qualunque contesto possa sembrare plausibile. Il fenomeno rientra in una più ampia ondata di raggiri che colpiscono soprattutto anziani e famiglie, come la truffa della casa vacanza a Capodanno, su cui la Polizia ha lanciato un allarme.

Perché questa truffa funziona così bene

Il successo di questo inganno si deve a più fattori. Da un lato, il tema rifiuti è diventato familiare a tutti i cittadini, soprattutto nelle zone dove nuovi sistemi di raccolta sono stati introdotti da poco. Parlare di “controllo del bidone” appare quindi verosimile e abbassa le difese delle vittime.

Dall’altro lato, la comparsa di un presunto agente delle forze dell’ordine induce un senso immediato di fiducia e urgenza. La vittima, spaventata dalla possibilità di furti nella zona, si lascia guidare nelle verifiche proposte dai truffatori senza sospettare nulla.

Gli anziani, soprattutto se vivono soli, sono purtroppo più esposti: spesso sono abituati a dare ascolto alle istituzioni e desiderano mostrarsi collaborativi, diventando così bersagli involontari. La stessa dinamica si ritrova anche in raggiri digitali, come la truffa del messaggio del CUP, dove i criminali replicano avvisi sanitari per carpire dati sensibili.

Come riconoscere il finto tecnico e difendersi

Gli esperti e le forze dell’ordine raccomandano alcune precauzioni fondamentali per evitare di cadere nella trappola:

  • Nessun addetto comunale entra in casa senza appuntamento. I controlli sulla raccolta rifiuti non richiedono l’accesso all’abitazione.
  • Chiedere sempre un tesserino e chiamare l’ente di riferimento prima di far entrare chiunque.
  • Non aprire la porta a sconosciuti, nemmeno se sostengono di essere agenti: la polizia locale non effettua controlli di questo tipo senza preavviso.
  • Mai mostrare gioielli o risparmi a persone che non si conoscono, in nessuna circostanza.
  • Avvisare subito un familiare in caso di visite sospette e contattare la polizia.

Le forze dell’ordine invitano i cittadini, in particolare gli anziani, a non fidarsi delle apparenze e a segnalare qualsiasi episodio sospetto.

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