Le truffe telefoniche dall’estero, negli ultimi tempi, si sono intensificate. Molte segnalazioni, infatti, riguardano chiamate o messaggi provenienti da numeri con prefissi internazionali — in particolare il +30 della Grecia e +40 della Romania — che in realtà nascondono tentativi di frode camuffati da comunicazioni innocue.
La truffa dalla Grecia: non rispondere a numeri che iniziano con +30
Le truffe telefoniche dall’estero, incluse quelle con il prefisso +30 spesso utilizzano la tecnica del wangiri. Il numero chiama facendo un solo squillo e poi chiude. La vittima, incuriosita, allora è spinta a richiamare. Il rischio è che incorra in costi molto elevati, poiché la linea è collegata a servizi a pagamento. Tuttavia ci sono altre varianti che includono:
- annunci di finte vincite o premi da riscuotere, accompagnati da istruzioni che portano a pagamenti anticipati o download di link malevoli;
- chiamate che simulano urgenze (fatte passare come messaggi da banche, dogane, o enti ufficiali) per costringere la vittima ad agire d’impulso;
- offerte di lavoro o investimenti, che chiedono dati personali o versamenti in anticipo.
Il pericolo principale è che si ceda alle richieste di dati sensibili – come codici bancari, carte di credito e credenziali d’accesso – oppure si finisca per fare versamenti su conti controllati dai truffatori. Ecco allora che è meglio non rispondere a numeri con prefissi internazionali sconosciuti e non richiamare. È meglio bloccare e segnalare i contatti sulle app di messaggistica e attivare filtri anti‑spam.
La truffa dalla Romania, attenzione al prefisso +40
Una truffa telefonica dall’estero, con modalità molto simili a quelle appena descritte, riguarda il prefisso +40 che rimanda alla Romania. Non c’è modo di sapere in anticipo se si tratti o meno di una chiamata legittima, ma se non si hanno contatti con questo Paese è meglio drizzare le antenne. Tramite questo raggiro chiedono/offrono:
- pagamenti anticipati: si promette una somma elevata (premio, eredità, guadagno) che però può essere sbloccata solo versando una somma in anticipo;
- offerte di lavoro o relazioni sentimentali online fasulle che evolvono in richieste economiche.
I truffatori spesso usano la già citata tecnica del wangiri o dello spoofing. In questo ultimo caso, si camuffa il numero reale dietro contatti che sembrano legittimi (anche con prefissi rumeni o di altri Paesi). In questi casi è sempre meglio ignorare le chiamate sospette, non scaricare allegati né aprire link, bloccare i numeri e attivare filtri anti-spam.
Come difendersi da truffe telefoniche e online
Le truffe telefoniche da prefissi esteri e non, le frodi via SMS e posta elettronica sfruttano soprattutto la paura, l’urgenza e la promessa di guadagni facili. Per questo motivo, oltre a riconoscere i segnali già citati, è utile adottare abitudini protettive sistematiche. Fra queste:
- non fornire mai dati personali su chiamata inattesa;
- verificare sempre l’identità di chi chiama;
- non rispondere a squilli isolati;
- usare il blocco chiamate e filtri anti‑spam;
- aggiornare i dispositivi, gli antivirus e non aprire i link sospetti;
- informarsi sulle nuove truffe in circolazione.
A prescindere dal fatto che la frode abbia avuto successo o meno, è bene denunciare l’episodio alle autorità competenti e dare loro quanti più dettagli possibile per contrastare il fenomeno.
Le truffe che sfruttano prefissi esteri come +30 o +40 rappresentano varianti moderne di tecniche consolidate: wangiri, richieste di pagamenti anticipati, inganni emotivi. La vera difesa sta nella consapevolezza e nei comportamenti protettivi. Con un approccio prudente e qualche accorgimento tecnico è possibile ridurre drasticamente il rischio di cadere vittima di simili raggiri.


















