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Climax

  • Uscita:
  • Durata: 96min.
  • Regia: Gaspar Noé
  • Cast: Sofia Boutella, Romain Guillermic, Souheila Yacoub, Kiddy Smile, Claude Gajan Maull, Giselle Palmer, Taylor Kastle, Thea Carla Schøtt, Sharleen Temple, Lea Vlamos, Alaia Alsafir, Kendall Mugler, Lakdhar Dridi, Adrien Sissoko, Mamadou Bathily, Alou Sidibe, Ashley Biscette, Mounia Nassangar, Tiphanie Au, Sarah Belala, Alexandre Moreau, Naab, Strauss Serpent, Vince Galliot Cumant
  • Prodotto nel: 2018 da EDOUARD WEIL, VINCENT MARAVAL, BRAHIM CHIOUA PER RECTANGLE PRODUCTIONS, WILD BUNCH, IN COPRODUZIONE CON LES CINEMAS DE LA ZONE, ESKWAD, KNM, ARTE FRANCE CINEMA, ARTEMIS PRODUCTIONS, IN ASSOCIAZIONE CON VICE STUDIO
  • Distribuito da: EUROPICTURES (2019)

Film non più disponibile nelle sale

TRAMA

Una ventina di giovani ballerini di street dance si ritrovano in una scuola abbandonata per fare le prove. Ben presto, dopo aver bevuto una speciale sangria, il gruppo cade preda di nevrosi e psicosi. Alcuni si sentono in Paradiso, ma la maggior parte si tuffa nell'Inferno... La nascita e la morte sono esperienze straordinarie. Vivere un piacere fuggente.

Dalla critica

  • Cinematografo

    1996: prima di partire per una tournée negli USA, un gruppo di ballerini di urban dance organizza una festa al termine di una tre giorni di prova in un collegio isolato. Ma qualcuno ha messo dell’LSD nella sangria, mandando tutti fuori di testa con tragiche conseguenze. Riassunto di una barzelletta o tramina di un soft-porno? L’ultimo film di Gaspar Noé, al solito, maschera di grandi ambizioni (la perdita di riferimenti di una generazione?) il suo consueto vuoto programmatico fatto di shock sonori e piani sequenza a forte impatto. L’ambizione sconfina regolarmente nella presunzione (libri e VHS attorno alla TV nella scena iniziale indicano i “numi tutelari” dell’operazione: Pasolini, Nietzsche, Zulawski, Kafka, Eustache) e nello sprezzo verso la psicologia dei personaggi: mostrare il niente esteriore per denunciare quello interiore è un espediente alquanto semplice, come pure ricorrere a una messa in scena estetizzante spesso utile solo a mascherare la povertà di idee e di budget (le interminabili sequenze dei balli ripresi in plongèe). Titolo del film in coda, titoli di coda in testa, titoli di testa a metà film (dopo 47′ di nulla); la perfetta esemplificazione di un film senza capo né coda.

  • Il Messaggero

    (...) vietato ai minori di 18 anni, è una delle opere maggiori del provocatore Noé, noto per lo scandaloso 'Irréversible' (2002) con la nostra Bellucci. Ti affezioni ai personaggi e così, quando la danza si fa macabra per via di allucinogeni mescolati alle bevande, il delirio che ne consegue da scioccante si fa toccante in senso emotivo. Con questo caldo soffocante, ben venga un film in sala così estremo ed elettrizzante.

  • La Repubblica

    (...) Gaspar Noé, provocatore di lunghissimo corso (e come tale ormai piuttosto spompato) mette in piedi un'operazione concettuale, un remake di S'uspiria' contemporaneamente a Guadagnino (il film era a Cannes l'anno scorso), una performance con momenti riusciti ma infine noiosissima e tutta di testa, che finisce col sacrificare proprio la fisicità della messa in scena su cui tanto puntava. La voglia di delirio del film, l'eccesso programmato, suonano stonati e ammiccanti, in cerca del cool e pieni di cascami di citazionismo quasi automatico e compiaciuto. Peccato, perché l'idea aveva un suo rigore, ma in fondo Noé è un regista che ha ucciso tutti i propri film per voler strafare.

  • Il Giornale

    (...) Tirata antisovranista di cattivo gusto e senza trama, con molta violenza, musiche discutibili, balli sterilmente voluttuosi, urla e dialoghi trash. La provocazione è chiara. La destra crea degrado tra idee e costumi. Il divieto ai 18 salva i minori da una ciofeca, il passaparola dei saggi metterà al riparo pure i maggiori...

  • La Stampa

    Ai distributori non ha fatto piacere che 'Climax' sia stato vietato ai minori di 18 anni, ma ad uso com'è a venir definito provocatorio, Gaspar Noé non se ne è fatto di certo un problema, anzi. (...) i rari dialoghi suonano pleonastici, il quadro resta vuoto di emozioni e di baricentro morale; e tuttavia come negare il talento formale del regista franco-argentino?

  • Libero Quotidiano

    (...) Piacerà. A patto che siate fan del francese Gaspar Noè oppure siate disposti a diventarlo. Noi tanto disposti non siamo. Il suo è un cinema folle, decisamente esibizionista, sicuramente masturbatorio. Quant'è bravo però il mascalzone. Il montaggio è fulminante, i colpi bassi atroci e splendidi. Se reggerete la scena del bimbo intrappolato vuol dire che il Gaspar ce l'ha proprio fatta a conquistare.

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