Audi, gli ultimi sviluppi smentiscono l’addio alle A1 e Q2

Con un annuncio a sorpresa, Markus Duesmann, allora amministratore delegato di Audi, annunciava l’addio alla A1 e Q2: che vi sia stato un ripensamento?

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Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

L’allora amministratore delegato di Audi, Markus Duesmann, durante un’intervista, spezzò il cuore ai supporters, nel momento di anticipare che la Casa automobilistica tedesca non avrebbe più prodotto la Q2 e la A1. Stop definitivo per queste due vetture del marchio, che sarebbe comunque state presto ‘rimpiazzate’ da modelli di lusso di più grandi dimensioni.

I nuovi obiettivi

La completa eliminazione dei modelli più piccoli della Casa chiaramente non sarebbe stata improvvisa, ma avrebbe implicato un processo graduale seguito dal brand. Il più grande obiettivo di Audi era quello di aumentare i profitti, per un radicale cambio delle carte in tavola per il marchio, visto che fino ad ora i SUV compatti erano stati i modelli di maggiore successo nelle vendite. L’amministratore delegato Duesmann aveva specificato che queste vetture di minori dimensioni non si sarebbero fatti più.

La gamma Audi si sarebbe, quindi, arricchita di nuove proposte, che nulla avrebbero avuto a che vedere con i due modelli compatti in procinto di sparire. “Stiamo dando la priorità ad altri segmenti – spiegò Duesmann – . Abbiamo anche riallineato Audi come marchio premium. Limiteremo la nostra gamma di modelli verso il basso e la espanderemo verso l’alto”. Per quanto riguarda invece la piccola A1 filtrava uno spiraglio di luce e, in effetti, è stata trasformata nella Audi A2, senza avere nulla a che fare con la vecchia A2 che la Casa dei Quattro Anelli produceva in passato.la Q2, vettura di successo lanciata diversi anni prima, nel 2016, non pareva aver alcun successore, perché all’interno del Gruppo Volkswagen era stato totalmente rivisto il ruolo del brand. La decisi0ne di offrire l’evoluzione digitale della Q2 nel 2024 lascia forse credere abbia avuto luogo un ripensamento.

I passi successivi

L’amministratore delegato Markus Duesmann dichiarò di voler dare “priorità ai modelli con la quota di profitto più alta”. E sottolineò inoltre due tematiche rilevanti per l’azienda, da una parte c’era la nuova ammiraglia di Audi, che, riferivano le voci, sarebbe arrivata sul mercato a partire dal 2025 con delle novità ‘rivoluzionarie’, basata  su una nuova piattaforma e vedrà anche un apporto di sistemi tecnologici di ultima generazione; dall’altra parte c’è ancora la crisi dei chip da fronteggiare.

Non era di certo un segreto che la crisi dei microchip stessero aumentando le difficoltà del settore auto, già profonde da ben due anni, a causa della pandemia di Coronavirus e dei conseguenti lockdown e chiusure forzate per il contenimento dei contagi. Anche per Audi la carenza di semiconduttori stava rallentando di molto l’attività e la consegna di auto nuove, ed era un problema che andava assolutamente risolto.

E infine la strategia dei Quattro Anelli virava anche verso il mercato cinese, da facile previsione. C’era la necessità di “fare un passo avanti in termini di connettività, per soddisfare i clienti”, aveva concluso il CEO dell’epoca. A partire dal settembre 2023, la posizione è ricoperta da Gernot Dollner, un professionista ben noto al numero uno del Volkswagen Groupe, Oliver Blume. Prima di collaborare nelle nuove posizioni, i due avevano, infatti, già avuto occasione di unire le forze tra le fila di Porsche. Qualunque mossa attueranno in futuro, né la A1 né la Q2 sono oggi davvero scomparse.