Benzina e diesel potrebbero schizzare alle stelle con la nuova tassa europea

Con la nuova normativa europea ETS, attesa nel settore dei trasporti a partire dal 2027, i prezzi di benzina e diesel potrebbero riceve un drastico incremento

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Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

Al di là delle normali oscillazioni, i prezzi di benzina e diesel potrebbero presto ricevere un aumento permanente, tra i 40 e i 50 centesimi al litro. La questione dei carburanti si protrae da diverso tempo, dalla fine dell’emergenza sanitaria, per le politiche adottate da OPEC+. Il cartello, che accorpa i Paesi del Medio Oriente, alcuni dell’Africa e la Russia, sta cercando di mantenere alti i profitti, in pieno periodo di transizione ecologica. Ciò implica un netto taglio alla produzione del petrolio, il che va inevitabilmente a impattare su tutti i prodotti derivati. Di recente, la stessa associazione ha prorogato la politica fino al 2025, dopo lunghi negoziati interna. Si era, infatti, andata a formare una netta e insolita spaccatura tra gli Stati membri, ciascuno determinato a portare acqua al proprio mulino, come giusto che sia.

ETS, Emission Trading System

In Europa verrà introdotto un nuovo sistema, preposto a ridurre le emissioni di anidride carbonica. Stando alle previsioni, il cosiddetto ETS, acronimo di Emission Trading System, entrerà in vigore durante il 2027 nell’ambito della mobilità e avrà forse un forte impatto. L’obiettivo è quello di favorire la riduzione delle quantità di CO2 e altre sostanze inquinanti nell’ambiente. Ma, ad avviso di esperti e politici, avrà anche un pesante effetto dal punto di vista economico. Le stime rilasciate dagli studiosi invitano, infatti, alla riflessione, soprattutto perché, ancora oggi, le vetture a combustione interna costituiscono una grossa parte del parco circolante. Per vederlo mica abbiamo bisogno di guardare tanto in là: in Italia solo le macchine ibride performano meglio delle unità a benzina sul mercato.

Persino il diesel, spesso bistrattato nel recente periodo, rappresenta una realtà importante. I vantaggi continuano a essere una forte attrazione, al punto che la relativa dismissione nel breve-medio termine appare improbabile. L’idea è balenata al BMW Group, riferiscono fonti vicine, salvo poi presentare tre propulsori a gasolio inediti. I prezzi dei veicoli elettrici ostacolano la diffusione, specialmente dove il reddito medio della popolazione tende verso il basso. Giusto per rimanere entro i confini nazionali, gli ecobonus andati a ruba la settimana scorsa sembrano aver confermato la tesi in modo schiacciante.

Stime troppo ottimistiche: quanto potrebbe costare una tonnellata

Con il graduale passaggio alle BEV al governo toccherà individuare una nuova entrata, capace di compensare i minori introiti dalle accise. Dei rincari saranno, però, applicati pure sui propulsori tradizionali con l’ETS 2. Seguito della tassa europea riguardante le industrie molto inquinanti, è stata emanata nel 2023, e verrà esteso nel settore dei trasporti. Il rapporto di Bruxelles indicava una incremento massimo medio di 45 euro per tonnellata di carburante. Ciò si tradurrebbe in un rincaro di prezzi alla pompa di 10 centesimi su un litro su benzina e 12 centesimi sul diesel. A quanto pare, però, la cifra ventilata è ben inferiore a quella effettiva. Lo ha riconosciuto Pieter Liese, uno dei principali artefici della normativa, in un’intervista a Euroactiv. Verso la fine dello scorso anno un istituto di ricerca di Berlino aveva calcolato un possibile costo dei carburanti a 200 euro per tonnellata: quattro volte tanto le aspettative iniziali dell’organo comunitario.