Trump vuole vietare la vendita di auto elettriche negli USA

Donald Trump minaccia i produttori delle auto elettriche: il candidato alla Casa Bianca vuole vietarne la vendita, definendo l'emergenza ambientale "una bufala"

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Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

Se i produttori delle auto elettriche speravano in una posizione più morbida di Donald Trump, sono avvisati. “Non sarete in grado di vendere quelle macchine”, ha dichiarato il candidato alla Casa Bianca. Nel futuro della mobilità non vede le vetture green e lancia un messaggio forte ai Costruttori in vista della prossime elezioni, previste per il prossimo autunno. “Hanno questa assurdità delle vetture completamente elettriche, dove non vanno lontano, costano troppo e sono tutte fatte in Cina – ha affermato durante un comizio in Ohio – . Stanno costruendo un paio di impianti enormi, in cui fabbricheranno le auto in Messico, e pensano di venderle negli Stati Uniti senza tasse alla frontiera. No, metteremo un dazio del 100% su ogni singola unità. Non sarete in grado di vendere quelle macchine”.

Dunque, ribadisce la netta posizione contraria alla politica oggi del diretto sfidante, Joe Biden. Già nei mesi scorsi aveva contestato le BEV perché “non funzionano”. Di conseguenza, mira a stravolgere le leggi, favorevoli ai veicoli a zero emissioni. Sulle modalità ha un piano definito: dazi al 100% sulle importazioni dal Messico, minacciati in una precedente uscita, messi in dubbio dal cambiamento climatico (“una bufala”) e le relative azioni di contrasto. Al tempo stesso, il magnate corteggia l’industria petrolifera, nella speranza di ottenerne l’appoggio e avere il secondo mandato come presidente.

Gli strumenti a disposizione

È lecito chiedersi se davvero Donald Trump terrà fede alle promesse e con quali strumenti. In fondo, le leggi devono passare attraverso il Congresso e qui i programmi potrebbero arenarsi. Ma chi mastica il sistema politico a stelle e strisce sa bene che esiste pure una corsia preferenziale: l’ordine esecutivo. Firmato quello verrebbero bypassate le figure intermedie. Oltretutto, negli ultimi anni se ne è fatto ampio ricorso. D’altro canto, lo strumento ha innescato parecchie polemiche, accusato di contrastare i principi costituzionali.

L’idea di Trump non è tanto quella di proibire in toto le auto elettriche, bensì di rallentare la corsa e di risorse ne ha, spiega il New York Times. Che, in un articolo di approfondimento, ne analizza le dichiarazioni. In primo luogo, potrebbe annullare le recenti disposizioni varate dall’amministrazione Biden, soprattutto parti dell’Inflation Reduction Act del 2022. Nello specifico, rappresenterebbe un duro colpo all’avanzata delle full electric lo stop alle agevolazioni di ben 370 miliardi di dollari, votato a ridurre le emissioni.

Ford non si lascerà condizionare

La presa di posizione di Donald Trump andrà forse a discapito degli stessi consumatori. Che, riporta il NYT, hanno cominciato a sostenere le BEV, con la quota di mercato salita dal 7,6 al 10%. Inoltre, nemmeno le Case americane sembrano condividerne le idee. “Come azienda – ha commentato Bill Ford, presidente esecutivo dell’Ovale Blu -, il nostro arco temporale di pianificazione è molto più lungo dei cicli elettorali. Quando ci troviamo tra l’incudine e il martello per colpa dei politici, per noi diventa davvero difficile fare impresa”.

Qualora decidesse di andare fino in fondo, non ne sarà contenta neppure Tesla, che sulle auto elettriche ha costruito il suo intero business. Con Biden non avrà avuto dei buoni rapporti, ora, però, Elon Musk rischia di avere un “nemico” ancora più grande da affrontare.