Donare nuova vita alle auto d’epoca: la missione di Marco Bellotti

Intervista inedita a Marco Bellotti, giovane toscano che ha trasformato la sua passione in una vera e propria missione: un racconto davvero emozionante

Foto di Laura Raso

Laura Raso

automotive specialist

Cresciuta nel paese della Moto Guzzi, coltiva la passione per i motori e trasforma l’amore per la scrittura in lavoro, diventando Web Content Editor esperta settore automotive.

Ho intervistato Marco Bellotti, giovane architetto toscano che lavora e vive a Milano e che ha una grandissima passione, non proprio comune ai suoi coetanei: quella delle auto d’epoca. Il suo racconto è emozionante, i suoi ritrovamenti accadono in circostanze insolite e la grande missione di Marco – mette tutto il cuore in quello che fa – è donare nuova vita alle vetture storiche che trova.

Lui (lo avevamo già incontrato tempo fa, è uno dei collezionisti più giovani in Italia) le auto d’epoca le rimette in strada, pronte per essere guidate, molto spesso dopo decenni di abbandono. Il suo racconto parte da questo primo video-episodio che abbiamo preparato per voi. Ne seguiranno altri, e siamo sicuri che non vedrete l’ora di conoscere tutti i dettagli di questa incredibile storia.

Partiamo con la tua passione delle auto in generale e come è nato tutto il filone del recupero auto d’epoca…

La mia passione nasce quando ero bambino, da piccolo sfogliavo i Quattroruote già riconoscendo le marche e i modelli, questo è quello che dicono i miei genitori; e mi sono sempre piaciute le macchinine, ancora adesso le colleziono, ne avrò un migliaio penso.

Crescendo la passione ovviamente non si è mai spenta, da piccolo mangiavo pane ed Herbie, so quasi a memoria tutti i film del Maggiolino tutto matto, e sono tanti. E infatti poi mi sono ritrovato qualche anno fa, guardando le auto che possiedo, a dire “non posso non avere un Maggiolino, è uno sfregio”. Seppur non mi piacciano le auto di uso comune, per dire una 500 non la vorrei mai, neanche regalata, come anche l’Alfa Romeo Giulia, troppo blasonate. Però il Maggiolino è il simbolo della mia passione sin da quando sono bambino. Quindi non potevo non potevo non averne uno.

Il Maggiolino di Marco Bellotti
Fonte: Marco Bellotti
Il Maggiolino di Marco Bellotti prima del restauro

Allora i miei genitori mi hanno detto che me l’avrebbero regalato, se l’avessi trovato a poco prezzo, per il compleanno. È l’unica vettura che ho ricevuto in dono. Ne ho trovato uno a pochissimo, abbandonato in un prato da circa 20 anni. Tutt’oggi è sotto restauro integrale, perché era ridotto molto male.

Come l’hai trovato il Maggiolino? Mi incuriosisce molto sapere come trovi queste auto

Questo l’ho trovato nel modo che possiamo definire più semplice, ovvero su un sito internet di annunci. Cosa che però io non faccio mai, le uniche due auto che avevo trovato su internet – tra quelle che possiedo – non sono state proprio un affare, anzi. Quindi diciamo che generalmente mi affido a passaparola, segnalazioni. Tante auto sono pezzi che ho trovato io e ho fatto di tutto, anche mettendoci anni, per portarmele a casa. Questo Maggiolino appunto l’ho trovato su internet, lo vendevano in coppia: erano due Maggiolini allora ho convinto un mio amico a comprare l’altro.

Il Maggiolino d'epoca di Marco Bellotti
Fonte: Marco Bellotti
Oggi sotto restauro: il Maggiolino di Marco

Questo è il primo recupero fatto?

No, il primo recupero non era in programma e si tratta della macchina di mio nonno, che a Milano aveva una Volvo 66 che era già un unicorno all’epoca, era abbastanza rara. Quando venne a mancare fece promettere a mio zio di prendersi cura della sua auto, solo che nessuno in famiglia la voleva tenere, e quindi rimase per 10 lunghi anni in un garage preso in affitto apposta.

Mio nonno è morto nel ’97, arriviamo al 2007/2008 e i miei zii decidono di rottamare l’auto. Chiedono a noi in famiglia se qualcuno la volesse usare come Euro 0 e incentivo per prendere la macchina nuova. Io all’epoca avevo 21 anni, non avevo ancora questa passione sfegatata delle macchine d’epoca – anche se ovviamente mi piacevano.

Marco e l'auto del nonno
Fonte: Marco Bellotti
Marco Bellotti con la Volvo 66 del nonno

Dissi ai miei genitori che volevo tenere io l’auto del nonno come auto d’epoca. Non erano molto d’accordo inizialmente, ma alla fine ho insistito talmente tanto che abbiam preso un terreno apposta e ci abbiamo costruito un garage per la Volvo 66 del nonno, che altrimenti non avrei saputo dove tenere. Così sono partito dalla Toscana per andare alla volta di Milano e recuperare l’auto ferma da una vita, che però era tenuta benissimo. L’ho portata in Toscana e ho iniziato un lieve restauro solo alla parte meccanica. Quella è stata la mia prima auto d’epoca.

Come si sono susseguite poi le vicende?

Diciamo che la mia passione appunto mi segue da sempre: come prima macchina da neopatentato mi sono regalato una Peugeot 206 Cabrio che ho ancora e che infatti oggi ormai ha più di 20 anni e ho iscritto all’ASI, ora è storica a tutti gli effetti. Io la mia macchina di quando ero giovane me la sono tenuta senza avere poi il rimpianto di non averlo fatto, come invece succede a molti.

Auto collezione Marco Bellotti
Fonte: Marco Bellotti
Alcune delle auto della collezione di Marco Bellotti

Dopo l’auto del nonno comunque ho trovato la seconda macchina; anche questa mi è assolutamente capitata, non l’ho cercata; davvero a me le macchine capitano non è che le cerco, e poi mi innamoro della loro storia e di quello che c’è dietro alle carrozzerie… e nulla, ci inciampo sopra e me le porto a casa.

Una sera di dicembre nevosa ero a passeggio col cane nel mio paese (nell’alta Toscana) e ho visto la vecchia auto di un signore che conoscevo, che la teneva un po’ come mezzo da campagna: ci caricava mangime, cinghiali… era una Ford Fiesta prima serie del 1980.

Ero abituato a vedere l’uomo usare la sua Fiesta ogni giorno, per poi riporla nel suo garage. Quella sera la macchina aveva attratto la mia attenzione: era fuori, coperta da un cellophane sotto la neve, e la cosa mi ha insospettito. Ho alzato il telo e ho visto che la macchina era incidentata e ridotta molto male. Quando sono tornato a casa ho scritto subito al nipote del signore, e ho chiesto informazioni sull’auto. Mi ha detto che il nonno aveva appunto avuto un incidente, nulla di grave, ma l’auto non sarebbe stata riparata, avevano già chiamato il demolitore per portarla via.

Allora ho consigliato al nipote di restaurarla come avevo fatto io con quella di mio nonno. Gli avevo promesso che l’avrei aiutato a trovare i pezzi con le mie conoscenze, e a lui sembrava una bella idea; suo nonno però non era d’accordo. Allora gli ho proposto di metterla in vendita su internet, qualcuno avrebbe potuto recuperare qualche pezzo invece che farla demolire; mi sembrava una bella idea, ma il nonno non accettò nemmeno questo suggerimento, piuttosto l’avrebbe regalata a qualcuno, disse… ed eccomi qui, l’ho presa io. All’epoca era distrutta e non valeva nulla, quello fu proprio il mio primo vero restauro completo: ho dovuto comprare pezzi di carrozzeria, i vetri, la porta, e alcune parti degli interni (era il 2013).

Ford Fiesta Marco Bellotti
Fonte: Marco Bellotti
Ford Fiesta, prima del restauro di Marco Bellotti

Dal 2013 al 2018 mi sono concesso un’auto all’anno, poi dopo il 2018 la cosa è andata avanti a ritmo sostenuto e la situazione è “degenerata” [ride]: sono arrivato a comprare addirittura 4 o 5 auto all’anno. La mia è diventata una malattia.

All’epoca dei primi restauri avevi già conoscenze nel campo?

No, all’inizio era un mondo nuovo per me, non avevo mai avuto un’auto d’epoca. Tant’è che alle prime difficoltà, con la Volvo del nonno, non trovando i pezzi, ho comprato un’altra macchina uguale e ho allestito il garage di scaffali pieni di pezzi di ricambio. Pazzesco se ci penso! Poi grazie ai social, ai forum, ai gruppi su Facebook ho conosciuto moltissime persone nel campo. Per la Volvo ad esempio ho scoperto che c’è un ricambista unico al mondo in Olanda.

Hai un’auto del cuore di cui vuoi parlare?
La regina del garage è l’auto del nonno, questo lo dico sempre.

Il nonno di Marco alla guida della Volvo
Fonte: Marco Bellotti
Volvo 66: il nonno di Marco alla guida della sua auto

Tra i nuovi progetti invece al momento ho sette auto da restaurare e sono tante, tre o quattro sono in lavorazione in contemporanea. Si è creato un rapporto di fiducia con il meccanico e il carrozziere, ovviamente quasi tutti i giorni passo a vedere come procedono i lavori, ho un meccanico e un elettrauto a Milano – dove vivo in settimana – e un altro meccanico in Toscana, dove torno nel week end. Un paio di macchine sono qui in Lombardia, tutte le altre in Toscana. Per il momento non ho un capannone dove tenerle, ma mi piacerebbe averlo, visto che le macchine nel frattempo sono diventate venti, sono tante e ingombranti…

Restate connessi perché ciò che avete letto sinora non è nulla in confronto agli affascinanti racconti che Marco ha in serbo per noi… intanto potete seguirlo sul suo profilo Instagram.